Da martedì 15 aprile, circa 300 lavoratori sans papiers della regione parigina scioperano per chiedere la loro regolarizzazione e bloccano così una ventina di imprese. Oggi, alle 18,30 è prevista una manifestazione a Parigi, convocata dalla Confederazione generale dei lavoratori [Cgt], dalla Cimade e dalla Lega dei dirititti umani [Ldh].
Martedì André Daguin, il presidente dell’Umih, principale organizzazione dei datori di lavoro del campo alberghiero, aveva incontrato i collaboratori del ministro del lavoro e del ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale per chiedere la regolarizzazione urgente di alcuni sans papiers. «Gli ho detto che dal momento che un capo ha dichiarato il proprio dipendente, paga i contributi e le sue tasse, non vedevo perché non si potrebber regolarizzare questo dipendente, perché significa che ha dato soddisfazione nel suo lavoro». Secondo
Daguin, «ci sarà un seguito. Metteremmo tutta la pressione possibile. Non possiamo iniziare la stagione estiva con una squadra di cui non sappiamo nulla».
La Cgt, all’origine del primo sciopero di lavoratori sans papiers, e il sindacato dell’industria alberghiera-ristorazione [Synhorcat], hanno interpellato giovedì il governo per ottenere la regolarizzazione di questi lavoratori regolarmente dichiarati ma registrati con documenti falsi. Per ora il governo non ha risposto.
Il Synhorcat doveva incontrare giovedì il premier François Fillon, ma l’appuntamento è stato cancellato da Matignon, senza spiegazioni, e non ne è stato fissato uno nuovo.
Per Didier Chenet, presidente del Synhorcat, «di fronte alla moltiplicazione delle azioni dei lavoratori stranieri impiegati nelle imprese, il Synhorcat è determinato a impegnarsi a fianco ai suoi aderenti per ottenere la regolarizzazione dei lavoratori stranieri». E non è l’unica organizzazione dei capi d’impresa ad essere favorevole alla loro regolarizzazione.
La Cgt ha chiesto l’apertura di negoziati con il ministero del lavoro sull’applicazione, da parte dei prefetti, di una circolare di gennaio che autorizza le regolarizzazioni su richiesta dei datori di lavoro nei settori che hanno difficoltà ad assumere.
I scioperanti hanno ricevuto il sostegno del Partito comunista francese e dei Verdi. Per la segretaria del Pcf, Marie-George Buffet, «ci sarà un ‘prima’ e un ‘dopo’ lo sciopero concertato dei trecento lavoratori sans-papiers». In un comunicato i Verdi scrivono invece che questi lavoratori sono «gli esempi in carne e osso dell’ipocrisia populista governativa. Molti di loro lavorano da anni a beneficio dell’economia francese in una miseria sociale e familiare indegna».
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