Il vecchio continente sembra sempre più paranoico. Dalla Francia all’Italia l’ondata securitaria ha colpito un po’ tutti e il «problema immigrazione» è un quesito da risolvere con la tolleranza zero. E così, i 27, domani dovrebbero trovare l’intesa sulla direttiva «Ritorno», che permetterà agli stati membri di rinchiudere i migranti privi di documenti in un centro di detenzione per un periodo massimo di diciotto mesi. Minori compresi. E chi verrà espulso non potrà rimettere piede in Europa per cinque anni. Berlusconi e Sarkozy fanno i salti di gioia, idem per Zapatero.
In tutta Europa le cifre cambiano: in Spagna il tempo massimo di detenzione è di 40 giorni, in Francia 32, in Italia 30 più 30, in Danimarca illimitato. Ed ecco come si giustifica l’Europa, i tempi saranno uguali per tutti e con la direttiva Ritorno si obbligherà Copenaghen a fissare un limite di detenzione massimo [si registrano casi di migranti chiusi nei Cpt per dieci anni]. Ma la Danimarca ha già fatto sapere che non prenderà parte all’adozione di questa direttiva. Tanto meglio, la norma rimane, la Fortezza Europa è d’accordo e a rimetterci, come al solito, saranno gli immigrati.
Proprio per questo, domani, a Bruxelles, in piazza Schuman, alle ore 12 e 30 è previsto un raggruppamento contro la disposizione, già definita «direttiva della vergogna».
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