Sono passati due giorni e come da copione, si smorzano i toni sulla vicenda del presunto tentato rapimento di una bambina ad opera di una ragazza rom, nel quartiere di Ponticelli, nella periferia di Napoli. Oggi la Repubblica non vi dedica una riga e sull’edizione online di Napoli troneggia un articolo di ieri, mentre il Corriere della sera racconta della «guerra al rom appena cominciata» e sull’accaduto arrivano le debite cautele: «’Ha preso la mia bambina e voleva portarla via’ giura Flora Martinelli, la padrona di casa, madre di una piccola di sei mesi. ‘Sul fatto che sia entrata in casa non c’è dubbio’ mette le mani avanti l’avvocato della rom, Rosa Mazzei, ‘ma vedremo dopo l’interrogatorio i dettagli di tutto il resto’». Il quotidiano di Milano cita l’Opera nomadi di Napoli, che «l’ipotesi di una banda di rom che rapisce i bambini non la vuole nemenno prendere in considerazione. E anche la polizia, che pure non può scartarla, non pare considerarla granché». Intanto però il danno è fatto, e dopo l’uomo rom accoltellato sabato sera, questa notte sono state scagliate molotov contro il campo rom di via Dorando Pietri a Ponticelli, che hanno provocato l’incendio e la distruzione di quattro baracche vuote. Il gip del Tribunale per i minorenni di Napoli, Anna Cappelli, ha convalidato oggi il fermo della rom sedicenne rinchiusa nel carcere minorile di Nisida. Nei suoi confronti il giudice ha emesso un provvedimento di custodia cautelare. Il magistrato ha confermato le accuse di sequestro di persona e violazione di domicilio.
Tags assegnati a questo articolo: intercultura, globalizzazione, migranti






