Migranti, il Tar boccia il modello Cittadella

Il sindaco di Cittadella [Padova] Massimo Bitonci, della Lega nord, è ormai una vera star. La sua ordinanza «antisbandati» è stata un successo, ammirata [e copiata] dai sindaci del nuovo millennio. Bitonci è stato anche «premiato» con l’elezione alla camera. Poco importa se il migrante di turno non guadagna 5.061.68 euro [requisito per ottenere la residenza], o se la sua abitazione non è idonea ai voleri della giunta come prevede l’ordinanza, secondo la quale «le condizioni abitative sono il termometro che misurano il grado di integrazione di ogni persona nella collettività». Purtroppo, però, al Tar lombardo non è piacuta l’idea di alcuni sindaci che volevano applicare un’ordinanzna analoga. Anzi, per il Tar i contenuti dell’ordinanza potrebbero suscitare «sospetti di intenti discriminatori». Alla faccia dell’integrazione. Ma cos’è l’integrazione? Per i sindaci avere una casa pulita, guadagnare bene, essere ispezionati negli alloggi dalle forze dell’ordine. L’avvocato Vittorio Angiolini, che ha assistito la Cgil nei ricorsi, ha detto che «il Tar ha posto fine ad alcuni piccoli e grandi soprusi in nome della sicurezza, trasformando le persone in fantasmi senza diritto alla residenza». Ma è andata veramente così? Purtroppo no. Il Tar sospende le ordinanze solo dove sono state impugnate. Se ciò non è avvenuto, i provvedimenti possono essere portati avanti.

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