Il ministro degli interni, Maroni, si è congratulato con la polizia, che ha condotto una mega-retata in tutta Italia, in campi rom e baraccamenti e ricoveri provvisori di persone dalla religione, lingua, colore e abitudini aliene, zingari e «clandestini». Il bottino è di 600 arrestati di alcune decine di nazionalità.
Ora ci sentiamo più tranquilli. Anche se le «terre di nessuno» da cui i rom organizzano «raid in città» restano pericolosamente vicini alle nostre tranquille case: a Roma, per esempio. Lo rivela il Giornale [della famiglia Berlusconi], che ieri è uscito annunciando di poter dar conto di «tutti i crimini dei rom». Però si tratta solo di un censimento, fatto dai vigili urbani ai tempi di Veltroni, degli insediamenti di poveracci senza casa, non solo rom rumeni, ma anche rom italiani e italiani senza aggettivi, di bosniaci e polacchi. C’è perfino un gruppo di qualche decina di «rom filippini e peruviani», pensa un po’.
Il Giornale segnala ogni insediamento, nella mappa, con pallini verdi, gialli e rossi, a seconda della pericolosità, però non dice quali siano i crimini, e non tira le somme. L’abbiamo fatto noi: i rom rumeni sarebbero, secondo questo censimento, circa 3.200, inclusi neonati e vecchi.
E’ contro questa grande armata di delinquenti che Alemanno reclama un «commissario straordinario» come quello che si nominerà a Milano. Però, dice qualcuno, per un commissario a Roma e uno a Milano occorrono 20 milioni di euro.
Domanda: quante case decenti si possono costruire o meglio quanti edifici vuoti si possono riadattare, per alloggiarvi famiglie rom, o di altra nazionalità [compresa l’italiana], con 20 milioni di euro? Sarebbe grottesco, tutto questo, se non fosse razzista.
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