L’impegno è solenne: «Occorre smantellare 65 campi rom abusivi, frutto dell’ipocrisia salottiera del centro sinistra». Con queste parole Gianni Alemanno prosegue la personale campagna elettorale sull’emergenza sicurezza, che anche a Roma inizia a produrre i primi effetti collaterali: le ronde «spontanee» contro rom, immigrati e prostitute. E già si capisce quale sarebbe la funzione del «Commissario nazionale per i rom» proposto dal governo Berlusconi che, fino ad ora, non ha trovato la minima opposizione da parte del Partito democratico. «Nella città di Roma – ha detto Alemanno–siamo arrivati a 85 insediamenti rom di cui solo una ventina legali». In attesa del commissario ad hoc [in aperta violazione delle direttive europee in materia di diritti umani], si intensificano i controlli e i blitz nei campi rom, alla ricerca dello scoop mediatico. Nell’ultima settimana, sono stati setacciati i campi di via di Salone e 12, Tor De’ Cenci e Castel Romano, ma la caccia al rom ha prodotto un magro bottino: da via di Salone tre persone sono finite a Rebibbia per «aver violato le disposizioni in materia di normativa sull’immigrazione».
Uno dei punti fermi del programma di Alemanno sarà quindi «lo sgombero progressivo di tutti questi campi, espellendo dal territorio romano le persone che hanno violato la legalità, gli altri saranno reintegrati in aree di sosta autorizzate». Cosa intenda dire con «aree di sosta» non è ancora dato saperlo. Che si tratti di nuovi campi rom? Per ora, Alemanno, rimane sul vago e attende con trepidazione la nomina dell’ex Commissario ai rom [poi divenuto Commissario per i senza fissa dimora] che la giunta, riunita oggi in prima seduta, avrà il compito di nominare. La delega per la sicurezza, invece, è già stata ufficializzata: il prescelto è Samuele Piccolo mentre non ci sarà nessun assessorato su questo tema. E mentre il neo sindaco aspetta l’approvazione del decreto legge la prossima settimana da parte del governo, il ministro degli esteri Franco Frattini si dice favorevole all’introduzione del reato di clandestinità, così come proposto da Alemanno, «purché nell’ambito di un disegno di legge, tendendo così ad escludere che possa essere deciso per decreto». La nuova Giunta ha iniziato ufficialmente i lavori.
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