Violazioni dei diritti umani, violenze inaccettabili e mancata distinzione tra chi commette delitti e chi no. Queste alcune delle accuse all’Italia che giungono da diversi soggetti politici del parlamento europeo sulla questione immigrazione e sicurezza e soprattutto sulle discriminazione dei Rom. Una polemica che oggi pomeriggio arriva nell’aula della sessione plenaria del parlamento europeo a Strasburgo. La richiesta di portare il dibattito in plenaria, con tanto di dichiarazione della Commissione europea, è venuta dal Pse, che ieri con 106 voti a favore contro 100 si è imposto sul Ppe che avrebbe invece preferito limitare la questione alla commissione Libertà pubbliche. «La situazione è molto difficile in Italia ma non solo in Italia–ha spiegato ieri il capogruppo del socialista Martin Schulz–dobbiamo evitare che succeda anche altrove ciò che è successo in Italia, e vogliamo sapere che cosa ha fatto in passato e che cosa intende fare in futuro la Commissione europea». Il Pse comunque non intende fare del dibattito di oggi al Parlamento europeo sulla questione dei Rom un’occasione per mettere sotto accusa il governo Berlusconi. Lo ha assicurato, nel corso di un cordiale colloquio telefonico con il ministro degli Esteri, Franco Frattini, il presidente del gruppo socialista al Parlamento Europeo, Martin Schulz. A puntare il dito contro l’Italia è stata inizialmente l’eurodeputata ungherese di origine Rom Viktoria Mohacsi che, dopo aver visitato gli insediamenti Rom di Roma e Napoli, ieri è tornata al parlamento per denunciare le «gravissime violazioni dei diritti umani».
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