Dall’esigenza di riscrivere il nuovo patto sulla sicurezza di Roma, «che fronteggi l’emergenza Rom e dia risposte di legalità in linea con il governo», alla «linea dura nei confronti delle badanti», passando, ovviamente, per lo «sgombero dei campi rom non autorizzati e il trasferimento dei nomadi con la fedina penale pulita in altri insediamenti in regola». Il confronto di questa mattina tra il sindaco di Roma Alemanno e il presidente della Regione Lazio Marrazzo, oltre ai rifiuti, alla sanità e a Roma Capitale, non poteva che toccare anche il tema della sicurezza. Che, in questo caso, coincide con il termine immigrazione.
Nel frattempo, mentre Alemanno esponeva a Marrazzo le sue «ricette», gli operatori dell’Ama e vigili urbani, eseguivano una nuova operazione di «bonifica». In via Tembien-viale Etiopia, proprio sotto la tangenziale est, è stato rimosso un insediamento abusivo: tra le persone accampate c’erano i nomadi provenienti dallo sgombero del campo di Tor di Quinto. E sempre questa mattina, dieci rom, quattro adulti e sei bambini, sono stati salvati dai vigili del fuoco nel campo nomadi di via di Salone, duramente colpito dall’esondazione del fiume Aniene. Gli abitanti dell’insediamento sono vivi per miracolo: hanno avuto la prontezza di salire sul tetto delle baracche nelle quali vivevano, completamente allagate dall’acqua.
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