Contro i sinti Borghezio minaccia la marcia su Venezia

Per il secondo giorno consecutivo alcuni manifestanti della Lega Nord assieme a cittadini della zona stanno occupando un’area di Mestre, in via Vallenari, dove il Comune ha progettato la realizzazione di un campo per una comunità di sinti da tempo residente in città. Ieri alcune decine di persone avevano occupato il campo fin dalle prime ore del mattino per protestare contro la decisione del Comune. «Ecco le ville che regaliamo ai rom» tuona il Giornale in prima pagina, mentre Mario Borghezio, eurodeputato della Lega nord annuncia: «Siamo pronti in migliaia, Volontari Verdi, Camicie Verdi, Alpini Padani e Patrioti Padani anche senza tessera a marciare su Venezia e ovunque necessiti, per difendere le sacrosante iniziative della Lega in difesa della nostra gente dall’invasione di rom e clandestini». «I No Global delle varie bande – aggiunge Borghezio – se lo mettano ben in testa: non ci fermeranno! Il repulisti della Padania è già cominciato: quando i Padani, usciti dalle riserve, dissotterrano l’ascia di guerra, non ce n’è più per nessuno!». Il sindaco di Martinengo, nel Bergamasco, Francesco Pavoncelli vieterà a giorni lo stazionamento di gruppi rom su tutto il territorio comunale: la prima ordinanza di questo tipo in provincia di Bergamo.
Questa mattina, si centri sociali veneziani Rivolta e Morion hanno occupato una sede della Lega in via Felisati, a Mestre. L’azione era stata pensata contro il presidio promosso ad oltranza da esponenti del Carroccio di fronte all’area dove dovrebbe sorgere il nuovo campo nomadi di Via Vallenari. «Questa è la risposta alla vergognosa campagna razzista e xenofoba che la Lega sta scatenando – hanno spiegato – Quattro gatti della Lega hanno bloccato i lavori per il campo nomadi. Noi oggi abbiamo deciso di sgomberare una sede della Lega razzista».
Il sindaco Massimo Cacciari ha ribadito che «la comunità di sinti è formata da gente che abita qui da anni, lavora e manda i figli a scuola. Sono veneziani e hanno diritti a una casa per risolvere una situazione di precarietà indecente. Il progetto del campo risale al 1997, è stato approvato in tutte le sedi previste, si va avanti. E chi protesta se la vedrà con le forze dell’ordine».

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