La Regione Lazio e i migranti

Come i nostri lettori sanno, Carta ha una «inviata nelle istituzioni», Anna Pizzo, consigliera regionale nel Lazio, indipendente nel gruppo della Sinistra Arcobaleno. In tre anni, dacché Marrazzo ha battuto Storace tra la sorpresa generale, Anna è diventata una sorta di «sportello» per ogni tipo di movimento, comitato e associazione, e ha promosso sperimentazioni, dibattiti e insomma cercato – un po’ alla disperata – di tenere socchiusa una porta tra la società e l’istituzione. E’ chiaro che noi non possiamo essere molto obiettivi, sul lavoro della nostra compagna, ma è certo che questa volta Anna l’ha fatta grossa. In queste settimane è infine approdata in aula, con molto imbarazzo tra maggioranze e opposizioni, la proposta di legge regionale sui migranti cui lei lavora da un paio d’anni.

Tempo che è servito a: scrivere la legge insieme a comunità straniere, sindacati, associazioni ed esperti; assorbire l’urto di una parallela proposta di legge avanzata da una assessora [ormai ex] e unificare i due testi; passare l’esame degli uffici legislativi, così che la legge non sia impugnabile dalle superiori istanze statali; fare il giro delle commissioni competenti, ottenere il voto favorevole della giunta e i relativi finanziamenti nella finanziaria regionale; organizzare una «carovana dei diritti» che per un mese, tra marzo e aprile, ha girovagato per esporre il contenuto della legge e raccogliere obiezioni e suggerimenti di migranti, associazioni, sindaci e presidenti di Provincia. Fatto tutto questo, manca solo il voto del consiglio regionale, dove il centrosinistra conta su una super-maggioranza. Ma qui si incontra – come chiamarla? – una vischiosità, qualcosa che secondo le abitudini della politica non si articola in parole, almeno per ora, ma riesce lo stesso a raffreddare e rinviare. Una decisione solennemente presa dai capigruppo consiliari [tutti] è stata poi cambiata non si sa come, un’altra proposta di legge ha acceso la freccia e fatto il sorpasso non si sa perché. Bisogna sapere che si avvicina l’epoca della madre di tutte le leggi, la finanziaria, che assorbe ogni energia specialmente perché la Regione Lazio è minacciata di commissariamento a causa del suo mega-deficit nella sanità [causato da Storace]. Dunque, i tempi sono stretti.

Fin qui, siamo nella normale palude istituzionale. Il fatto è però che la legge in questione dice tra l’altro due cose: a) che ogni cittadino, italiano, migrante dotato di permesso di soggiorno o irregolare, ha diritto alla salute, alla scuola per i bambini, e insomma è in possesso dei suoi diritti costituzionali; b) che per superare il fossato che separa i 500 mila migranti del Lazio [più i forse 200 mila irregolari] dalla vita civile, si istituisce una Assemblea dei migranti, interlocutore stabile delle istituzioni. In sostanza, la direzione esattamente contraria a quella che il governo Berlusconi sta perseguendo, e se è per questo anche dalle inclinazioni del Pd. Finora i media non si sono accorti della bizzarria, tranne Libero, che infatti ha scritto della “stranezza” laziale, ed è probabilmente quel che i nostri eroi e rappresentanti regionali temono: immaginate il Corriere della Sera che lancia una campagna contro Marrazzo e la sua maggioranza, colpevoli di mettere in pericolo la «sicurezza» ecc. La domanda che ci facciamo noi è invece: non sarebbe il caso che la sinistra e i movimenti sociali come quelli per la casa [le cui occupazioni sono ovviamente zeppe di migranti], le associazioni e le persone perbene facciano sapere al consiglio regionale del Lazio che quella legge deve essere approvata al più presto?

Tags assegnati a questo articolo: migranti, globalizzazione, intercultura

Mail_long
dello stesso autore
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abdul abiti puliti aborigeni acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako banca Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione Congo conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi crisi alimentare crisi finanziaria critical mass Cuba curdi dal molin De Gennaro Deavos