Il primo obiettivo è arrivare ad ottobre con un censimento dettagliato delle presenze di rom e sinti a Roma. Per questo motivo, nel giro di quindici giorni, sarà varata la struttura che gestirà l’emergenza. E’ quanto ha detto oggi il prefetto di Roma Carlo Mosca, nominato commissario straordinario per la questione dei senza fissa dimora. «Sarà una struttura agile – ha spiegato – composta da funzionari ed alcuni analisti». Nel frattempo per garantire uno standard «minimo» di qualità delle vita sul piano sanitario, nei campi rom sarà garantita la presenza della Croce Rossa. Parlando della realtà fuori dall’hinterland romano, Mosca ha detto che «nelle province ci sono insediamenti minimali, l’unica provincia con certo numero di presenze è quella di Latina. Rimarranno nella capitale e non saranno trasferiti in altre province del Lazio i nomadi che vivono attualmente nel Comune di Roma». Tra gli obiettivi principali anche il censimento dei campi che riguarderà l’intera area regionale e l’incontro con i prefetti delle altre province per coinvolgerli. Il prefetto ha anche spiegato che a seguito del censimento sarà possibile «monitorare la realtà dei campi e adottare le misure di carattere sanitario e assistenziale». Attualmente, secondo la stima di Mosca, tra rom regolari ed irregolari a Roma ci sono tra le 14 e le 15 mila presenze.
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