Ecco il ddl sicurezza. Pene e costi

E’ stato assegnato alle commissioni Affari costituzionali e giustizia del senato il disegno di legge in materia di sicurezza depositato martedì sera dal governo a Palazzo Madama. Come nel caso del decreto legge [già in fase avanzata di discussione] anche il disegno di legge sarà esaminato congiuntamente dalle due commissioni che però non ne hanno ancora calendarizzato l’iter.

Si tratta di venti articoli, con un giro di vite, in particolare, sugli immigrati irregolari che rischiano il carcere da sei mesi a quattro anni per l’ingresso illegale nel territorio italiano con arresto obbligatorio, rito direttissimo ed espulsione.

Il provvedimento contiene anche norme più severe sulla concessione della cittadinanza e della residenza, allunga i tempi di permanenza nei Cie [Centri di identificazione e espulsione, gli ex Cpt], dà più poteri ai sindaci in tema di sicurezza pubblica. E ancora, una stretta sui reati commessi dai „pirati» della strada, norme anti-riciclaggio e maggiori tutele per anziani, disabili e minori contro la sopraffazione e la violenza.

Nel disegno di legge sono calcolati anche i costi che graveranno sulle casse dello stato con l’introduzione dei nuovi reati: si prevede che per quello di immigrazione clandestina si dovranno mettere a bilancio 16.677.000 di euro per il 2008 e 33.354.000 nel 2009.

Ecco i capitoli su cui interviene il disegno di legge sulla sicurezza.

Aggravanti per reati commessi su «soggetti deboli»
I primi due articoli ampliano gli strumenti di tutela per gli anziani e le persone portatrici di minorazione fisica, psichica o sensoriale, spesso facile bersaglio di raggiri e violenze. Per chi commette reato contro le persone di eta’ avanzata e i disabili si prevede un’aggravante della pena [l’ipotesi è di «minorata difesa»].

Stop ai matrimoni «misti»
L’articolo tre modifica la legge sulla cittadinanza [la n.91 del 5 febbraio 1992] per limitare il fenomeno dei matrimoni cosiddetti «di comodo». Si stabiliscono termini più rigorosi per ottenere la cittadinanza italiana: se il coniuge straniero o apolide risiede in Italia dovrà attendere due anni, se vive all’estero gli anni diventano tre. I tempi si riducono della metà se la coppia ha figli.

Norme più severe per la tutela del decoro urbano
Con gli articoli quattro e cinque del ddl viene aggravata la pena per danneggiamento, deturpamento e imbrattamento di beni immobili, non solo di particolare pregio ma anche compresi in programmi di risanamento edilizio [restauro o costruzione] o ambientale. O comunque in tutti i casi in cui il danno comprometta il decoro urbano. Chi imbratta, danneggia o deturpa, per ottenere la condizionale o gli sconti di pena, dovrà riparare a sue spese e svolgere attività non retribuita per la comunità.

Sindaci e prefetti sceriffi
Con l’articolo 7, nei casi di indebita occupazione di suolo pubblico o quando ricorrono motivi di sicurezza pubblica, i sindaci [per le strade urbane] e i prefetti [per le strade extraurbane] possono ordinare l’immediato ripristino dello stato dei luoghi a spese dei colpevoli. Se si tratta di venditori ambulanti, viene predisposta la sospensione dell’attività commerciale fino all’adempimento dell’ordine e del pagamento delle spese e comunque per un periodo mai inferiore a cinque giorni. La chiusura dell’esercizio commerciale avviene anche per motivi di igiene e decoro urbano.

Norme anti-branco e carcere per obbligo minori elemosina
Un’attenzione particolare è stata conferita alla tutela dei minori dagli articoli sei e otto. Il primo prevede un’aggravante per i maggiorenni che partecipano a reati commessi da minori. Il secondo introduce un nuovo reato: per chi obbliga i minori di 14 anni all’accattonaggio scatta il carcere fino a tre anni; come pena accessoria, in caso di genitori o tutori, si prevede la perdita della patria potestà.

Reato di immigrazione clandestina
L’articolo 9, introduce il reato di ingresso illegale nel territorio dello stato con carcere da sei mesi a quattro anni per lo straniero che arriva violando la normativa contenuta nel testo unico in materia di immigrazione [Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286]. La norma prevede l’obbligatorietà dell’arresto e processo con rito direttissimo. Viene stabilito, inoltre, che il giudice, nel pronunciare sentenza di condanna, ordini l’espulsione dello straniero.

Contrasto alle mafie
Gli interventi in materia di lotta alla criminalità organizzata sono contenuti negli articoli 10, 11, 12, 13, 14 e 15 attraverso la modifica della legge n. 575 del 31 maggio 1965. Sarà più facile «aggredire» i patrimoni illeciti dei mafiosi anche attraverso la confisca dei beni di cui l’imputato non può giustificare la legittima provenienza o che abbiano un valore sproporzionato rispetto al suo reddito. Il sequestro potrà avvenire anche in caso di morte.

Viene poi introdotta la possibilità di affidare i beni mobili confiscati [come navi, imbarcazioni o aeromobili], alle forze di polizia, analogamente a quanto già previsto in materia di repressione dei reati di contrabbando, immigrazione clandestina, riciclaggio e traffico di sostanze stupefacenti. La competenza ad assegnare i beni confiscati alla mafia sarà dei prefetti.

Niente residenza a chi vive in baraccopoli
Per quanto riguarda l’iscrizione nelle anagrafi comunali [articolo 16], la concessione della residenza viene subordinata anche alla verifica, da parte dei comuni, delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile che il richiedente indica come propria abitazione.

Norme anti-terrorismo su trasferimento denaro
L’articolo 17 del disegno di legge dispone maggiori controlli sul ‘money transfer’ [ossia il trasferimento di denaro] per contrastare il fenomeno del riciclaggio anche ai fini di finanziamento del terrorismo. I gestori degli esercizi di telefonia e internet autorizzati al trasferimento di denaro all’estero dovranno chiedere il documento di identità del richiedente il servizio, e se si tratta di uno straniero copia del suo titolo di soggiorno. Se l’interessato non ha copia del documento di soggiorno l’operazione deve essere segnalata entro 12 ore all’autorità locale di pubblica sicurezza. Le copie di tali documenti devono comunque essere registrate, conservate e rese disponibili a richiesta dell’autorità, pena la revoca dell’autorizzazione dell’esercizio commerciale.

Fino a 18 mesi negli Cie
All’articolo diciotto del disegno di legge sicurezza, è previsto il prolungamento della permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione [gli ex Cpt] fino a un periodo massimo di 18 mesi in attesa dell’espletamento degli adempimenti necessari all’esecuzione del provvedimento di espulsione. Si anticipa così la ‘direttiva rimpatri’ in fase di definizione avanzata in sede europea. I periodi di trattenimento, sempre convalidati dall’autorità giudiziaria, sono fissati in sessanta giorni, prorogabili di altri 60 se emergono ostacoli alla identificazione dello straniero e se quest’ultimo non collabora.

Tra i reati che valgono ad orientare il giudizio di pericolosità degli immigrati, in sede di esame di una richiesta di rinnovo o revoca di un permesso di soggiorno per motivi familiari, vengono inseriti quelli per i quali è previsto l’arresto in flagranza. Quindi niente rinnovo per gli stranieri considerati pericolosi.

Pene raddoppiate per automobilisti ubriachi o sotto l’effetto di droghe
Se un automobilista in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti provoca un incidente stradale le pene sono raddoppiate ed è disposto il fermo del mezzo per 90 giorni che diventano 180 in caso di condanna o di patteggiamento. In caso di applicazione della pena il veicolo viene confiscato anche se appartiene a persona diversa dal colpevole.

Ecco infine quanto sborsera lo stato con l’introduzione delle nuove fattispecie di reato previste dal disegno di legge sicurezza e per l’allungamento dei tempi di permanenza nei Centri per l’identificazione e l’espulsione.

L’articolo 20 del disegno di legge prevede la copertura finanziaria. Si calcola che l’introduzione del reato di immigrazione clandestina costerà alle casse dello Stato 16.677.000 di euro per il 2008 che diventano 33.354.000 a decorrere dal 2009.

Per quanto riguarda l’allungamento dei tempi di permanenza negli ex Cpt [ora Cie] le spese [comprensive dei costi per l’aumento del numero delle convalide dei trattenimenti da parte dei giudici di pace e degli oneri per patrocinio a spese dello Stato] saranno di 47.424.000 di euro per il 2008, lieviteranno a 104.385.000 nel 2009, a 154.992.000 nel 2010 per poi scendere a 97.107.000 a partire dal 2011. Per la costruzione di nuovi Centri e per la ristrutturazione di quelli esistenti occorreranno complessivamente 46.632.000 di euro per il 2008 e 93.264.000 nel 2009 e nel 2010.

Il costo giornaliero medio di gestione di un Cie è calcolato in 55 euro a immigrato.

Tags assegnati a questo articolo: migranti, globalizzazione, intercultura

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