Dopo la morte di Hassan Fathi Nejl, il 24 maggio, si susseguono i casi di violenza contro i detenuti nel Cpt di corso Brunelleschi a Torino. Ieri Peacereporter.org ha denunciato la violenza subita da un detenuto tunisino in sciopero della fame contro il decreto di espulsione emesso dalla questura nei suoi confronti per un piccolo furto. Secondo fonti interne al Cpt, il detenuto sarebbe stato oggetto di violenza da parte del personale del centro, che lo avrebbe schiaffeggiato più volte, provocandogli la perdita dell’udito da un orecchio, per impedirlo di richiedere il trasferimento in ospedale che ritarderebbe l’espulsione.
Il 31 maggio invece, mentre si svolgeva una manifestazione per la chiusura del Cpt di corso Brunelleschi convocata dopo la morte di Hassan, veniva pestato un altro detenuto, marocchino questa volta. «Rabi Said – spiega Vittorio Agnoletto che ha visitato il Cpt il 6 giugno – è uno dei testimoni oculari della morte di Hassan Nejl. Ha dichiarato, e vi sono diversi testimoni che lo confermano, di essere stato ammanettato, immobilizzato e pestato ripetutamente con calci, pugni e manganellate dal personale di sorveglianza, sabato 31 maggio. Diversi detenuti hanno sottoscritto questa versione dei fatti e potranno testimoniare al magistrato quanto da lui raccontato». L’avvocato Gianluca Vitale, dell’Asgi, ha sporto denuncia, per ora contro ignoti.
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