La redazione del Dossier statistico immigrazione della Caritas italiana ha presentato oggi una ricerca sui migranti romeni. Secondo la Caritas, i romeni, che in Italia erano 8.000 nel 1990, sono diventati un milione all’inizio del 2008. Il maggior numero si registra nel Lazio con 200.000. Secondo recenti stime, i romeni garantiscono l’1,2 per cento del Pil italiano. Nonostante l’alto livello di preparazione, trovano sbocco nei posti meno garantiti. L’inserimento avviene per un terzo nell’industria [edilizia], per la metà nel terziario e per il 6,6 per cento in agricoltura. La retribuzione loro corrisposta è inferiore a quella media percepita dalla totalità degli immigrati. Un buon numero di donne romene [più di uno ogni quattro] lavora nel settore dell’assistenza alle famiglie. L’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, che collabora con l’omologo romeno e con le associazioni dei romeni, sulla base delle segnalazioni ricevute, ha tracciato un quadro delle più ricorrenti situazioni di discriminazione e di disparità che caratterizzano i romeni. Le principali sono la diffusione di un’informazione tendenziosa sui fatti nei quali sono coinvolti e lo sfruttamento sul luogo di lavoro, specialmente nel settore edile, primato dei romeni negli infortuni mortali e molestie sessuali subite dalle donne durante l’accudimento.
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