Il decreto sicurezza in discussione al Senato

Il Senato sta discutendo in queste ore la conversione in legge del decreto «recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica. Un decreto che ha introdotto l’aggravante della clandestinità per i reati commessi da migranti senza permesso di soggiorno e permette l’espulsione di cittadini comunitari [leggi rumeni] quando siano condannati ad una pena superiore ai 2 anni. Un decreto che stabilisce che per chi non ottemperi all’ordine di espulsione la punizione siano quattro anni di carcere e dispone la confisca della casa e una pena fino a tre anni a chi la affitti a migranti «irregolari». Un decreto che conferisce nuovi poteri ai sindaci e, con un emendamento aggiunto ieri, aumenta di 500 unità il contingente di soldati da usare per mantenere «l’ordine pubblico». Tanto per citare le questioni più eclatanti. Ma l’indignazione dell’opposizione monta sul doppio emendamento al decreto che sospende per un anno i processi «meno gravi»–tra i quali quello contro Berlusconi per corruzione in atti giudiziari–. E, soprattutto, sulla lettera che il premier ha inviato al presidente del Senato Schifani. Una lettera nella quale Berlusconi annuncia che ricuserà i giudici chiamati a giudicarlo. «I miei legali – scrive il primo ministro–mi hanno informato che la norma in discussione si applicherebbe a uno tra i fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me». Tra gli altri processi sospesi dall’emendamento ci sarebbe, secondo la segreteria di Magistratura democratica, anche quello per gli abusi della polizia a Bolzaneto durante il G8 di Genova.

Tags assegnati a questo articolo: migranti, globalizzazione, intercultura

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