Il Mercosur contro la direttiva rimpatri

I paesi del Mercosur, il mercato comune sudamericano, si preparano a portare i loro reclami contro la direttiva europea sui rimpatri «in ogni foro internazionale»: lo ha detto da Città del Messico, dove si trova in visita, il presidente dell’Uruguay Tabaré Vázquez, annunciando che il tema sarà affrontato al XXXV vertice del blocco previsto dal 30 giugno al primo luglio a Tucumán, in Argentina. «Credo che da lì uscirà una presa di posizione molto forte, di disgusto da parte dei governi latinoamericani. Non dimentichiamoci che l’Europa ha inviato ondate di migranti in America Latina e i nostri avi li hanno ricevuti a braccia aperte, con rispetto e tolleranza, dandogli l’opportunità di rifarsi una vita» ha proseguito Vázquez. Il presidente si è poi detto «profondamente addolorato e costernato» dalla decisione dell’Ue ma ha escluso l’ipotesi di misure di «reciprocità» nei confronti dei 27, come aveva proposto il presidente Evo Morales. Insieme al presidente messicano Felipe Calderón, Vázquez aveva espresso lunedì «un fermo rifiuto» alla direttiva sui rimpatri. Il Consiglio permanente dell’Organizzazione degli stati americani [Osa] ha inoltre confermato la convocazione per domani a Washington di una riunione straordinaria, sollecitata dal Perù, dedicata alla direttiva.
Intanto il New York Times di oggi definisce le norme italiane sui migranti come «le più rigide di tutto il continente».
«L’ Italia–si legge nell’articolo–difficilmente potrebbe sopravvivere senza i lavoratori stranieri». Ma il paese deve fare i conti con la paura, «alimentata dal bombardamento mediatico e dai politici populisti».

Tags assegnati a questo articolo: intercultura, globalizzazione, migranti

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