Approvata la legge regionale del Lazio sull'immigrazione

Effettivo godimento da parte dei cittadini immigrati, al pari dei cittadini che risiedono nel territorio regionale, del diritto all’assistenza sanitaria. Possibilità di accedere ai servizi che favoriscono l’acquisto della prima casa anche per i migranti che vivono nel Lazio. Aiuti ai figli per un reale accesso al diritto allo studio e alla formazione professionale ed universitaria. Sono alcune delle caratteristiche principali della nuova «legge regionale per la promozione e tutela dell’esercizio dei diritti civili e sociali e la piena uguaglianza dei cittadini stranieri immigrati», approvata ieri pomeriggio al Consiglio regionale del Lazio con 37 voti favorevoli e 6 contrari. La nuova legge mira a rimuovere gli ostacoli che si oppongono all’esercizio dei diritti civili e sociali da parte degli immigrati per garantire condizioni di uguaglianza e favorire la partecipazione alla vita civile e l’accesso ai pubblici servizi. Il testo è tra i più avanzati a livello regionale perché avvalorato da un’ampia partecipazione da parte di associazioni e comitati riuniti attorno al Tavolo di coordinamento per lo studio del fenomeno migratorio nel Lazio istituito presso la Presidenza del Consiglio e coordinato dalla consigliera Anna Pizzo, prima firmataria del testo consiliare.
Numerose le novità introdotte in trenta articoli: per la sanità, la legge prevede che la Regione Lazio garantisca ai migranti «gli interventi riguardanti le attività sanitarie previste dai livelli essenziali di assistenza», «le prestazioni sanitarie di cura ambulatoriali ed ospedaliere, urgenti o essenziali, per malattie, infortuni, medicina preventiva e riabilitazione» e la «tutela della gravidanza, della maternità e della salute dei minori anche per chi non è in regola con il permesso di soggiorno». Per le politiche abitative la Regione «favorirà l’acquisizione della prima casa e l’accesso alle locazioni ad uso abitativo a parità di condizione con gli altri cittadini».

Più in generale la legge contiene disposizioni poste a tutela del diritto allo studio e all’assistenza sociale, sanitaria, abitativa e a sostegno della formazione professionale e universitaria e dell’inserimento nel mondo del lavoro, anche in forma imprenditoriale. Per i minori di seconda generazione si opererà per il riconoscimento di maggiori diritti di cittadinanza, così da
attivare concrete politiche di inclusione sociale che parifichino rapidamente tutti i ragazzi italiani e immigrati nati e vissuti a Roma e in Italia. La Regione, tra l’altro, interverrà per finanziare le attività di assistenza e di tutela della salute per i cittadini stranieri «detenuti» nei Cpt, pur ribadendo piena contrarietà alla logica aberrante che li sostiene. «A fronte della scandalosa persistenza dei Centri di accoglienza temporanea nella Regione Lazio e su tutto il territorio nazionale – ha affermato la consigliera regionale Anna Pizzo – il Consiglio ha approvato un emendamento per ‘migliorare le condizioni ambientali nei Cpt’, cioè per rendere meno inumana la permanenza in tali centri». Tra i compiti della Regione anche quello di promuovere iniziative di monitoraggio e assistenza per le vittime di discriminazioni e di «situazioni di violenza o di grave sfruttamento» e quello di adottare il programma triennale degli interventi previsti dalla legge, con particolare riguardo alla creazione in ciascuna provincia di servizi dedicati alla protezione delle vittime di tratta e riduzione in schiavitù. Anche per questo verranno istituiti tre nuovi organismi: la Consulta regionale per l’immigrazione – con funzioni di rappresentanza e proposta per l’adeguamento delle politiche regionali – le Assemblee provinciali di cittadini stranieri immigrati e l’Osservatorio regionale contro il razzismo e la discriminazione, con compiti di monitoraggio e informazione nei confronti dei cittadini stranieri immigrati vittime di discriminazioni. Per l’attuazione degli interventi previsti dalla legge, vengono stanziati per il triennio 2008-2010 circa 2,5 milioni di euro.

«La Regione Lazio – ha affermato la consigliera del Pd Luisa Laurelli – si pone così, nonostante gli interventi poco costruttivi e le continue richieste di verifica del numero legale della destra in consiglio regionale, all’avanguardia e in controtendenza con le politiche del Governo nazionale. Il governo italiano e la destra del Comune di Roma, si assumono grandi responsabilità quando sostituiscono al dovere della solidarietà la volontà di esclusione di tutto ciò che è diverso». «Finalmente, dopo un lungo iter legislativo, il consiglio regionale del Lazio ha approvato la nuova legge sull’immigrazione. Un momento storico, atteso a lungo e con trepidazione dai cittadini migranti, finalmente protagonisti del loro destino e delle scelte che li riguardano direttamente – ha affermano la consigliera Anna Pizzo al termine della votazione – Ritengo che si tratti di un provvedimento indispensabile visto il clima politico generale. Oltre 500 mila cittadini stranieri immigrati hanno scelto la nostra regione come luogo di vita e penso che il riconoscimento, a parità di condizioni, del diritto al lavoro, all’abitazione, ai diritti sociali e civili sia fondamentale. E’ solo dai principi di uguaglianza e di partecipazione che può nascere la vera democrazia».

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