Appello, tutti schedati con i bambini rom

Sabato 28 giugno si sono verificati altri due gravi episodi di intolleranza razziale di cui i media non si occupano, denuncia il gruppo EveryOne, questa volta a Pesaro e a Fano, nelle Marche. Pesaro Victor C., un ragazzo rom di diciassette anni di origine romena è stato insultato, schiaffeggiato e costretto ad abbandonare la città sotto minaccia di un pestaggio ben più grave da due italiani di età compresa fra i 35 e i 40 anni. Contemporaneamente, a Fano, all’uscita del centro commerciale Auchan, Nico G., rom romeno di venti anni, promessa della canzone tradizionale rom, già impegnato in concerti contro il razzismo, è stato oggetto di offese razziste e minacciato di morte da un italiano.
Intanto, tra le associazioni antirazziste sembra molto condivisa la proposta, lanciata con un editoriale su il manifesto, di Annamaria Rivera [antropologa all’università di Bari], «farci schedare anche noi gagè», come suggerisce anche l’Aned [l’Associazione dei deportati], per rispondere al provvedimento del ministro Maroni a proposito della schedatura e delle impronte digitali riservate ai bambini rom. Nell’editoriale, tra l’altro, si legge [la versione completa è nel sito di Carta, sezione articoli]: «Chissà quanti hanno potuto vedere il film di Eyal Sivan e Rony Brauman, Un spécialiste. Portrait d’un criminel moderne, basato sulle immagini realizzate durante il processo ad Eichmann. Più che dal libro famoso di Hannah Arendt, al quale il film si ispira, è da queste immagini che emerge in modo pregnante la mostruosa banalità del male: Eichmann, responsabile dal 1941 al ’45 del rastrellamento, dell’evacuazione e del trasferimento verso i lager di ebrei polacchi, sloveni e gitani d’Europa, ci è restituito dalle sequenze del processo come un ometto normale, mediocre, ben educato…: il rastrellamento è un “problema tecnico”, la deportazione è la “questione-trasporti”, le morti nei vagoni blindati nient’altro che “deplorevoli inconvenienti”…. E’ a quelle immagini che ho pensato leggendo le dichiarazioni minimizzanti del ministro dell’interno e dei suoi collaboratori a proposito della schedatura e delle impronte digitali riservate ai Rom, bambini compresi, cioè di un provvedimento che somiglia alle schedature razziste dei regimi nazifascisti.. La sinistra è indebolita dalla batosta elettorale, si dice, non ce la fa a reagire. Che reagisca, allora, chiunque ha a cuore la difesa dei diritti umani o la sorte dei bambini: che ognuno chieda di essere schedato insieme ai rom».

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