Ucciso dalle leggi sull'immigrazione. Oggi un corteo a Brescia

Un uomo di 44 anni, Ivan Pyreu, è morto martedì notte a Brescia durante un controllo di polizia. L’uomo stava festeggiando in un’abitazione insieme ad altre persone quando è arrivata la polizia, che ha chiesto a tutti i documenti di soggiorno. Tutti i presenti, tranne Pyreu, avevano il permesso di soggiorno o erano in attesa di rinnovo. Pyreu, dopo aver mostrato il proprio passaporto moldavo, si è allontanato con una scusa dalla vista degli agenti. L’uomo era in Italia da 4 anni. Ultimamente era molto preoccupato dall’eventualità di essere espulso: era già stato fermato due volte senza permesso di soggiorno e questa volta la sua sorte sarebbe stata il cpt e l’espulsione. In Modavia Pyreu aveva due figli che non vedeva da vari anni. Una volta allontanato dalla vista degli agenti, l’uomo ha tentato di fuggire calandosi dalla finestra, ma è scivolato e caduto perdendo la vita. «Non è una morte accidentale, è un omicidio causato dalle leggi repressive, in primis la Bossi-Fini», dice un attivista di Radio Onda d’urto, che insieme, ad altri gruppi antirazzisti bresciani, al coordinamento immigrati di Brescia, al centro sociale Magazzino 47, al Kollettivo studenti in lotta, ai Cobas, sdl e Sinistra critica, ha promosso una manifestazione per questo pomeriggio. L’appuntamento è alle 18.30 a piazza Rovetto. Alle 19 partirà un corteo che arriverà alla casa dove è morto Pyreu.

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