Domani la Francia presenta ufficialmente il suo «patto europeo sull’immigrazione e l’asilo». L’obiettivo di Nicolas Sarkozy è di attuare una politica comune, ma con il «no» irlandese al Trattato di Lisbona, questa prospettiva si allontana. Per ora i governi europei sono riusciti ad accordarsi solo su una politica repressiva contro le migrazioni, attraverso il controllo delle frontiere con la creazione dell’Agenzia Frontex e l’approvazione della direttiva «rimpatri». Ma sulle regolarizzazioni e l’asilo, non è stata raggiunta nessuna intesa.
Intanto, secondo il quotidiano Libération, la commissione Mazeaud, incaricata a gennaio dal ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale Brice Hortefeux di riflettere all’introduzione di quota di immigrazione, valuta nel suo rapporto che verrà presentato ufficialmente venerdì, che le quote sono «senza utilità reale in materia di immigrazione del lavoro» ed inefficienti contro «l’immigrazione irregolare». La commissione sottolinea inoltre che, al contrario di quanto ha affermato il presidente francese, «una politica di quota migratoria globale o per grande tipo di immigrazione non viene praticata da nessun paese europeo». Il rapporto insiste anche sul fatto che non è possibile limitare il numero di richiedenti asilo, né di rimettere in questione il diritto a vivere in famiglia, garantito dalla Costituzione e dai trattati internazionali.
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