Il 12 luglio il Consiglio di stato ha deciso di rifiutare la cittadinanza francese a una marocchina perché porta il burqa. Nella sentenza si legge che la donna, sposata a un francese e madre di tre bambini nati in Francia, «ha adottato, in nome di una pratica radicale della sua religione, un atteggiamento in società incompatibile con i valori essenziali della comunità francese e, in particolare, il principio di uguaglianza tra i sessi». Alcuni deputati della maggioranza hanno preso spunto della decisione per chiedere una legge che vieti «l’uso, sulla via pubblica, di un velo che maschera il viso». Per Olivier Roy, ricercatore specialista dell’islam, se «il burqa rappresenta l’alienazione della donna», il rifiuto della cittadinanza «non la libera del suo marito ma invece rinforza la sua alienazione».
Tags assegnati a questo articolo: intercultura, migranti, globalizzazione






