Le impronte di tutti nei campi rom

Seconda visita della Croce rossa italiana all’occupazione di via delle Cave di Pietralata. Ma se la prima volta la comunità rom si era
rifiutata di rilasciare i propri dati anagrafici, questa volta hanno accettato il censimento solo perché anche l’associazione che li
appoggia, l’Arci, si è fatta «schedare».
I gagè hanno fornito le proprie generalità, che sono state inserite tra i dati che la Croce rossa sta raccogliendo e hanno avuto il tesserino necessario per le visite sanitarie presso le due sedi dell’organizzazione. Dopo la schedatura collettiva di via delle Cave di Pietralata, gli occupanti invitano la cittadinanza romana antirazzista a presentarsi nei campi insieme alla Croce rossa e a lasciare i propri dati come segno di disobbedienza civile e di solidarietà verso le minoranze migranti presenti a Roma.
«L’iniziativa presa in appoggio alla comunità rom di via delle Cave di Pietralata – afferma Claudio Graziano, responsabile immigrazione Arci per Roma e Lazio – è in piena continuità con la campagna di raccolta delle impronte lanciata dall’Arci e dall’Anpi. Invitiamo la società civile a schierarsi contro il razzismo e la paura del diverso che sta condizionando negativamente l’Italia. Facciamo appello perché si creino vere condizioni di accoglienza e solidarietà verso i migranti».

Tags assegnati a questo articolo: intercultura, migranti, globalizzazione

Mail_long