Londra. 300 mila posti di lavoro in meno per i migranti

A partire da novembre, medici, insegnanti e operatori sociali provenienti da paesi extraeuropei non potranno più svolgere la loro professione in Gran Bretagna. Martedì 10 settembre infatti il ministero degli interni inglese ha pubblicato una lista di professioni il cui esercizio sarà interdetto a lavoratori non appartenenti all’Area economica europea [Eea]. Il numero dei posti disponibili per chi proviene da paesi non europei verrà ridotto di un terzo, vale a dire trecentomila posti di lavoro in meno. I datori di lavoro che vorranno reclutare all’estero dovranno provare che in Gran Bretagna non esistono figure professionali adatte a coprire un determinato ruolo. Insegnanti generici, ostetriche, badanti, specialisti informatici e alcune figure di assistenti socio-sanitari saranno poi figure professionali riservate a cittadini comunitari.
Critico Habib Rahman, il direttore generale del Consiglio per il Welfare degli immigrati: «Consentendo solo ad alcuni di venire in Gran Bretagna a lavorare, si discrimina ingiustamente una massa di persone che dai paesi in via di sviluppo cerca in Europa migliori condizioni di vita».

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