Un sit-in di protesta a Verona fa crescere l'attenzione attorno alla vicenda dei rom italiani picchiati dai carabinieri di Bussolengo. Intanto, le associazioni rom e sinti incontrano domani il ministro Maroni e a Bruxelles parte il summi europeo sui rom.
Si svolgerà lunedì in serata, a cominciare dalle ore 18,30 e fino alle 22,30, il sit-in vicino alla prefettura di Verona, in piazza dei Signori, per chiedere l’immediata scarcerazione dei tre rom detenuti [Giorgio e Sonia Campos e Denis Rossetto] dopo i gravissimi fatti avvenuti il 5 settembre, come denunciato da Carta.org, nella caserma dei carabinieri di Bussolengo [Verona]. A promuovere la protesta sono quelli del centro sociale La Chimica, il Circolo Pink, oltre a Prc, Comunisti italiani e Sinistra critica.
I tre detenuti sono stati incontrati venerdì da Piero Pettenò, consigliere regionale veneto di Rifondazione comunista. «Quello che è agghiacciante – ha detto a Carta Pettenò – è il racconto del pestaggio, che i Campos hanno ripetuto, senza sbavature o contraddizioni rispetto alla denuncia che hanno presentato. Abbiamo potuto vedere sul corpo di Giorgio Campos e di Denis Rossetto, a una settimana dai fatti, ancora i segni del pestaggio subito, lividi ed ecchimosi diffuse».
Oggi una delegazione dei manifestanti, fanno sapere i promotori el sit-in, chiederà di incontrare il prefetto, per discutere del clima di intolleranza che si va diffondendo a Verona e nei dintorni. Nei giorni scorsi, l’associazione Sucardrom aveva inviato una lettera al prefetto di Verona e al comandante provinciale dei carabinieri di Verona per chiedere «l’immediato intervento per verificare, con tutti i mezzi disponibili, ciò che è successo, evitando che possano essere inquinate le eventuali prove su quanto accaduto».
Oltre alla scarcerazione, spiegano gli organizzatori del sit-in, «chiediamo che la vicenda sia chiarita in tutti i suoi aspetti e che sia avviata, al più presto, un’inchiesta precisa e trasparente sulle responsabilità di quanto accaduto. Non possono rimanere dubbi circa il comportamento e l’atteggiamento dei carabinieri di Bussolengo. I segni della violenza subita sono ancora ben visibili sui corpi sulle persone incarcerate. Nulla può giustificare tale violenza».
I manifestanti saranno anche al processo che si svolgerà martedi 16 settembre, presso il tribunale di Verona, dove i Campos saranno in aula per rispondere delle accuse, mosse dai carabinieri di Bussolengo, di resistenza all’arresto e tentato furto di una pistola. Martedì, dunque, potrebbe essere una giornata molto importante: oltre al processo dei tre detenuti presso il tribunale di Verona, si svolgerà l’incontro, programmato in realtà da tempo, dalla Federazione nazionale Rom e Sinti Insieme [alla quale aderiscono oltre venti tra gruppi e associazioni di rom e sinti] con il ministro dell’interno Roberto Maroni. A Bruxelles intanto, parte domani la conferenza della Commissione europea e della presidenza francese sulla situazione generale dei rom nei paesi europei. A Bruxellese il caso italiano sarà al centro degli interventi di molte organizzazioni, tre le quali Enar [European network against racism]. Le Organizzazioni non governative dell’Eu Roma Policy coalition [Erpc], un altro network che segue la situazione dei rom in tutta Europa, hanno sollecitato di nuovo la Commissione europea a «fornire chiarimenti» in merito alla posizione assunta nei confronti del «censimento» deciso dal governo italiano. «La risposta della Commissione europea – scrive l’Erpc in un comunicato – E’ stata percepita come un ‘via libera’ per le politiche discriminatorie del governo italiano nei confronti dei rom». Mercoledì, invece, le stesse organizzazioni non governative incontreranno i gruppi del parlamento europeo, anche in vista della campagna elettorale per il parlamento europeo.
Prosegue intanto il silenzio dei media italiani sull’intera vicenda. Così come prosegue il silenzio della procura di Verona, che ancora – per quanto è dato sapere – non ha deciso se aprire un fascicolo d’indagine in base alle denunce presentate dai Campos e dai loro familiari dopo il pestaggio di venerdì 5 settembre.
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