Un incendio scoppia nello stabilimento della Bonduelle di San Paolo D’Argon [Bergamo]. È il 28 febbraio di quest’anno. I 30 dipendenti del turno di notte la scampano ma i 110 operai impiegati restano inattivi a lungo. Dopo tre mesi di cassa integrazione Bondouelle ne riassume 60 che trasferisce a Lallio [Bergamo] per gli altri l’azienda impone la «mobilità volontaria»: licenziati o trasferiti nello stabilimento di Battipaglia [Salerno] – a 900 km da Bergamo – questa è l’«alternativa».
La seconda opzione si profila ormai una certezza, il giudice del lavoro Monica Bertoncini ieri ha infatti rigettato il ricorso d’urgenza con cui nove lavoratori assistiti dall’avvocato Roberto Trussardi – tutti immigrati dal Marocco e dall’India – chiedevano di bloccare i trasferimenti. La loro richiesta si basava su due punti: il primo è che anche per loro la multinazionale della verdura si era impegnata a cercare un posto del sito di Lallio [era scritto nell’accordo siglato il 30 luglio tra la Bonduelle e i sindacati]; il secondo si è basato sui criteri con cui erano stati scelti questi nove dipendenti, criteri ritenuti «discrezionali e quindi impugnabili». Per il lavoratori si prospetta un reclamo, il trasferimento a Battipaglia oppure le dimissioni.
Intanto Bonduelle si ingrandisce con l’acquisto del gruppo belga La Corbeille: diventerà il leader del mercato belga delle conserve vegetali.






