Nel corso del suo intervento conclusivo alla seconda Conferenza nazionale sull’Immigrazione, all’Università Cattolica di Milano, il ministro dell’interno Roberto Maroni è stato contestato da parte di un gruppo che, in Aula Magna, ha urlato: «Buffone, no all’identificazione, no ai respingimenti».
Il ministro ha interrotto il suo discorso poi però ha proseguito l’intervento. Il gruppetto di contestatori era formato da una decina di donne, tra cui il consigliere al Comune di Milano di Rifondazione Comunista, Patrizia Quartieri. Le donne hanno iniziato a contestare il ministro dell’interno quando ha cominciato a parlare del problema degli immigrati minorenni che arrivano nel nostro paese non accompagnati. «Un problema che mi assilla», ha detto Maroni, poi interrotto dalle urla: «Buffone, no all’indentificazione, no ai respingimenti». «Avete fatto il vostro show, grazie per il contributo», ha risposto Maroni prima di riprendere il suo intervento. Maroni ha anche duramente criticato la Commissione europea, che sui temi dell’immigrazione secondo il ministro ha agito «poco e male» e «non ha svolto un ruolo pro-attivo sia nei confronti del contrasto all’immigrazione clandestina, sia sui progetti di integrazione sia nel problema specifico dei rifugiati».
«Su questi tre temi – ha proseguito il ministro – l’Europa ha una voce flebile, poco autorevole, lasciando ai singoli paesi membri l’onere di gestire per conto proprio la questione».
Per Maroni, bisogna «trasformare questa conferenza sull’immigrazione in conferenza permanente». «Maroni ha invitato le Regioni, l’Anci e l’Università cattolica perché si ritrovino periodicamente per analizzare, discutere anche punti di vista differenti, suggerire proposte e cercare soluzioni ad un fenomeno integrato e complesso come quello dell’immigrazione» si legge in una nota del ministero. Secondo il ministro, che ha parlato di intercettazioni tra trafficanti di esseri umani, «il traffico viene dirottato a seconda del trattamento giuridico che viene riservato nei vari paesi europei del mediterraneo».
Intanto anche fuori dall’Università cattolica di Milano la protesta si è organizzata. L’Arci, per le due giornate della Conferenza, ha promosso «iniziative di controinformazione e di protesta pacifica». Il 25 è stato inscenato un respingimento alle colonne di San Lorenzo fino alla Darsenam dove è stato messo in acqua un gommone con sagome di migranti, e simulato un naufragio.
Il 26 si è svolto un presidio in piazza Sant’Ambrogio, durante l’intervento di Maroni. «Dalla legge 94 sulla sicurezza, alla pratica disumana dei respingimenti in mare, alla farsa della sanatoria per colf e badanti. Scelte che hanno contribuito ad alimentare e legittimare quel clima di intolleranza e razzismo che produce sempre più numerosi episodi di discriminazione e violenza», denuncia l’Arci.
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