Una notizia buona e una cattiva. La notizia buona è che presto il Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma verrà chiuso. E’ troppo malridotto per essere aggiustato. Non funziona il riscaldamento, le camerate sono buchi umidi, l’ambulatorio sanitario è ridotto a una sola stanza di una ventina di metri quadri, le fogne strasudano e quando piove entra l’acqua. La notizia cattiva è che il ministro Maroni avrebbe già firmato le carte per il nuovo Cie che verrà costruito vicino a Tarquinia.
Alla sottoscritta lo ha detto il prefetto di Roma in persona, incontrato la mattina dello sgombero dei rom di via di Salone. Pecoraro ha anche precisato che dell’ex Cie di Ponte Galeria si farà un centro sosta breve per i rom e ha parlato di opportunità di posti di lavoro per Tarquinia. Pensare che giusto un anno fa lo stesso Maroni aveva escluso una simile eventualità dal momento che il suo piano prevedeva un Cie in ogni regione e nel Lazio c’era Ponte Galeria. Peccato che visto che quel luogo vergognoso e fatiscente sarà chiuso, si sia dimenticato di avvertire lo stesso sindaco che il gioco dell’oca era ricominciato.
Dopo che ieri la sottoscritta ha chiesto lumi in Consiglio regionale sottolineando che la Regione Lazio potrebbe anche decidere di non volere alcun Cie, è stata contattata dallo stesso primo cittadino di Tarquinia stufo di una situazione che ha più volte definito «fin troppo impositiva per i cittadini di Tarquinia e per tutti coloro i quali dovranno essere ospitati – o forse è meglio dire rinchiusi – nella vecchia polveriera San Savino. Non si risolvono i problemi della immigrazione ammassando e smistando persone come fossero bestiame e togliendo loro l’ultimo residuo di dignità». Come dargli torto?"":/campagne/migranti/cpt/16974






