Dopo più di un anno e mezzo dall’insediamento del nuovo governo la condizione dei migranti nel nostro paese è senza dubbio peggiorata.
Tante sono le dimostrazioni di questa semplice verità e tra queste oggi la seconda vittima in due giorni, a Modena, del regime di repressione che i migranti subiscono nei Cpt, ancora in funzione, nonostante le promesse di «superamento».
Due suicidi in due giorni dimostrano che non ci sono giustificazioni al ritardo e alle contraddizioni di questa maggioranza su questo tema.
Durante il viaggio della Commissione De Mistura in Emilia Romagna i Cpt di Modena e Bologna sono risultati i luoghi più alienanti tra tutti quelli che abbiamo visitato. L’organizzazione degli spazi, l’assenza di ogni attenzione e umanità nel rapporto con i migranti detenuti , spiegavano e spiegano le continue rivolte e i tentativi di fuga. Nei Cpt uomini e donne che non hanno commesso alcun reato diventano numeri di cui liberarsi al più presto. Le reazioni a questa ingiustizia di cui i migranti non capiscono la ragione, possono essere violente contro i rappresentanti dello Stato, ma a volte anche contro se stessi.
Chi ha responsabilità di governo oggi dovrebbe chiedersi cosa raccontare alle loro famiglie, a chi pensava, vedendoli partire, di avviarli verso un futuro migliore. La responsabilità di queste morti è tutta nostra.
Il governo deve trovare le famiglie, riportare a casa i corpi dei due migranti e risarcire un danno comunque irreparabile.
Si convochino subito le associazioni e si spieghi subito perché le indicazioni della Commissione De Mistura non sono state ascoltate. È quantomai tempo di chiudere i Cpt.
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