Decreto sicurezza: rispuntano i Cpt

Nel centrosinistra diviso sul welfare precipita anche il voto sul decreto sicurezza e sui Cpt. Il voto sul decreto che prevede l’espulsione di cittadini comunitari per esigenze di «pubblica sicurezza» era previsto per domani al senato ma, al termine di una riunione di maggioranza, non c’è l’intesa. Il provvedimento, che va in aula senza relatore, prevede che i cittadini comunitari sottoposti a procedimento penale possano essere trattenuti per quindici giorni nei Cpt, in attesa della notifica dell’espulsione. Su questo punto ila sinistra dissente nettamente: Prc, Pdci, Sd e Verdi hanno presentato emendamenti sostenendo che si tratta di «detenzione amministrativa incompatibile con il diritto comunitario» e con la direttiva dell’Unione europea sulla circolazione dei cittadini. «E’ la prima volta che è prevista una cosa del genere per un cittadino comunitario–spiega Manuela Palermi del Pdci–e sembra un allargamento del trattenimento nei Cpt che secondo noi vanno superati». Intanto, il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del pontificio consiglio giustizia e pace, in occasione della giornata mondiale dei migrante e dei rifugiati ha detto: «I Cpt sono delle autentiche prigioni, non solo in questo paese ma anche in altri paesi. Ho visitato tanti Centri di questo genere e in molti casi ho visto che era impossibile accedere, perchè non si voleva far vedere le condizioni degli ospiti, trattati come prigionieri».

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