Dalle 10 della mattina di martedì 4 marzo un presidio, organizzato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs della Lombardia, ha denunciato la gravissima aggressione subita da una lavoratrice della Esselunga di via Papiniano a Milano. La donna aveva denunciato un abuso subito dall’azienda: a inizia febbraio le è stato vietato di interrompere il lavoro per andare al bagno, costringendola ad urinarsi addosso. Già la scorsa settimana. Giovedì 29 la donna è stata aggredita e picchiata da un uomo non identificato all’interno degli spogliatoi della filiale di Esselunga dove lavora da uno sconosciuto, riportando diverse contusioni ed un trauma cranico. Sabato i sindacati hanno proclamato 8 ore di sciopero e manifestato davanti all’Esselunga di via Papiniano, mentre davanti ad un’altra filiale dell’azionda a Rho si teneva un presidio per protestare contro «le politiche totalitarie dell’azienda, che pretende dai lavoratori obbedienza, massima disponibilità e completa dedizione alle esigenze aziendali, fregandosene dei diritti e della vita delle persone».






