«Molti incidenti sul lavoro capitano anche per un comportamento colpevole degli interessati». La perla di berlusconiana saggezza è stata regalata proprio all’Associazione mutilati e invalidi del lavoro, a cui il candidato premier del Pdl ha parlato ieri. La soluzione alla piaga delle morti e degli infortuni sul lavoro sarebbe dunque, secondo Berlusconi, una maggiore informazione dei lavoratori. Stamattina l’Inail ha presentato le prime stime sulle morti bianche nel 2007. I morti sul lavoro sono stati, secondo i dati non definitivi e approssimati per difetto, circa 1260, mentre 913.500 sono gli infortuni stimati per l’anno scorso. Secondo l’Inail si sarebbe verificata una diminuzione degli infortuni sul lavoro compresa tra l’1,5 e l’1,7 per cento ed un calo delle morti bianche compreso tra il 6 e l’8 per cento. «Premesso che anche un solo morto e’ una tragedia registriamo un fatto positivo, ossia un’inversione di tendenza, che, per quanto modesta possa sembrare, e’ comunque una buona cosa», ha dichiarato Damiano. Secondo i dati dell’Inail la maggior parte delle morti bianche si è verificata nel settore dell’industria e dei servizi. La lavorazione dei metalli è il settore più a rischio. Nel 2006 in oltre 7 aziende su 100 del settore dell’industria e dei servizi si è verificato almeno un incidente. Più di un quinto degli incidenti mortali, nel 2007, si sono verificati in itinere. Le morti avvengono nel 61,4 per cento dei casi nelle piccole aziende [fino a 15 dipendenti]. Intanto ieri è morto a Milano uno stuntman che stava girando un episodio della fiction «Vite sospese» dedicato proprio alle morti sul lavoro.






