La storia delle hostess della «Roma cristiana» l’abbiamo raccontata con dovizia di particolari sul numero di Carta settimanale che sarà in edicola da venerdì. La linea di Bus turistici «Roma cristiana» che porta in giro migliaia di pellegrini nella capitale, dipende dall’Opera romana pellegrinaggi, un’azienda vaticana che si occupa del turismo cristiano nel mondo. Le hostess degli open bus–quasi tutte donne–sono però tutte precarie o lavorano addirittura in nero. Senza ferie, né malattia, né maternità pagata, alla faccia dell’ossessione ecclesiastica per la maternità e degli anatemi contro l’aborto. È per questo che alcune di loro hanno deciso di rivolgersi ai Cobas con i quali hanno organizzato un presidio alla stazione Termini l’8 marzo scorso. Per tutta risposta l’Opera romana pellegrinaggi, presieduta dal cardinal Ruini in persona, ha pensato bene di licenziare in tronco tutte le hostess che lavoravano in nero e di affidare alla Quanta agenzia interinale il compito di reperire nuovo personale. Anche alcune delle hostess che già lavoravano senza contratto sono state invitate a sottoporsi ad una prova scritta e orale di inglese per «verificare» se fossero idonee per un lavoro che già svolgono da anni. Questo pomeriggio dalle 16 avrà luogo un presidio di protesta a Largo Argentina, nei pressi della sede dell’Orp.






