Altre otto ore di sciopero, oggi, allo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco [Napoli]. I lavoratori protestano contro il piano di ristrutturazione previsto dall’amministratore delegato della casa automobilistica, Marchionne e l’apertura di un nuovo polo logistico al di fuori del perimetro aziendale, con conseguente trasferimento a Nola di 316 lavoratori. L’11 aprile scorso l’80 per cento degli operai della Fiat di Pomigliano avevano aderito allo sciopero indetto da Fiom, Fim, Uilm e Fismic. Quel giorno i vertici aziendali, che avevano fissato un incontro con i sindacati, non si sono presentati alla trattativa. I Cobas del lavoro privato, che hanno indetto da soli lo sciopero di oggi, annunciano un’astensione dal lavoro che ha toccato il 90 per cento. Anche il corso di formazione previsto dall’azienda per alcuni dei 316 lavoratori esternalizzati è stato ampiamente disertato: si sono presentati solamente 12 lavoratori su 150 corsisti. I Cobas denunciano anche il fatto che molti dei 316 operai che dovrebbero essere trasferiti a Nola sono lavoratori a ridotte capacità lavorative [Rcl] e sindacalisti di base, proprio in un momento in cui, nello stabilimento di Pomigiano, stanno aumentando i ritmi produttivi.
Lo sciopero di oggi potrebbe provocare fermate anche a Mirafiori, Cassino, Melfi e Sevel di Valdisangro per mancanza di pezzi prodotti a Pomigliano. Nei prossimi giorni sono previsti presidi e picchetti.






