Arian, Iuko, Adis, morti di lavoro

Dall’inizio dell’anno a ieri in Italia sono morte 208 persone. Gjoni Arian, era uno di questi. Un operaio albanese di 47 anni che ieri è caduto da una passerella alta quindici metri all’Ilva di Taranto. E’ morto dopo poche ore in ospedale. Per richiamare l’attenzione sulle condizioni di sicurezza dei cantieri oggi centinaia di lavoratori dello stabilimento hanno bloccato i cancelli delle portinerie fermando così il primo turno, quello delle 7 del mattino.
Iuko Jerco aveva 41 anni, era arrivato in Italia dalla Croazia. Anche lui è morto ieri alla Fincantieri di Monfalcone [Gorizia], schiacciato da un macchinario. Gli operai di tutto il gruppo–3900 in tutto–si è fermato per otto ore. «In cantiere oggi non entra nessuno–dice la Fiom Cgil–sono otto ore di sciopero per ogni turno, perché è da tempo che dichiariamo la mancanza di formazione di certi lavoratori. E’ da tempo che chiediamo attenzione e una vigilanza capillare sugli appalti». Davanti ai cancelli della Fincantieri c’era anche il sindaco di Monfalcone. «Bisogna attuare un percorso per la sicurezza con maggiore attenzione perché è qualcosa che si conquista tutti i santi giorni–ha detto–La legge del 2007 [n. 123 del 3 agosto ndr.]–non è stata applicata in maniera uniforme. Costa, ma salva le vite. Andare a lavorare non deve essere un problema. E quando si fanno gli appalti bisogna anche valutare che tipo di atteggiamento hanno le imprese nei confronti della sicurezza dei lavoratori».
Sempre ieri in un cantiere della provincia di Ferrara è morto Adis Masinovic, un giovane operaio bosniaco di 21 anni che stava lavorando alla costruzione di un sovrappasso quando è stato investito da un treno.
Ma la lista delle morti bianche è purtroppo ancora lunga. A Frosinone ieri un operaio è caduto facendo un volo di otto metri in un cantiere di Villa Santo Stefano, nel frusinate. Mentre a Padova due uomini sono morti folgorati alla Eurosfusi, azienda di autotrasporti di Schiavonia d’Estementre. Mentre stavano pulendo la cisterna di una betoniera, con una lunga spazzola idraulica hanno toccato i cavi della linea a media tensione.
E oggi a Roma è morto Angelo Galante, faceva il portiere. E’ precipitato da un terrazzo dove stava eseguendo dei lavori.
Giorgio Cremaschi, responsabile salute e sicurezza della Fiom ha dichiarato; «Leggo dichiarazioni attribuite al nuovo Governo sulla disponibilità a rivedere, facendo un piacere alla Confindustria, le norme sulla sicurezza sul lavoro. E’ bene allora dire con chiarezza che di fronte ad una strage continua dovuta alla non applicazione di elementari norme di sicurezza prevedere minori pene per chi viola la legge è un atto da criminali».

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