Primo maggio, cortei in tutta Italia

Il primo maggio l’Italia, dal nord al sud, sarà attraversato da manifestazioni e iniziative. Precari, migranti, e sindacati invaderanno le piazze: eccone una breve rassegna.

Milano
Sarà la presenza dei migranti e dei rappresentanti del comitato No Expo a caratterizzare la Mayday cittadina [vedi articolo di Alex Foti]. L’Expo sarà rappresentato, su uno dei 30 carri che partiranno alle 15 da Porta Ticinese, da un mostro nero che «ingurgita la città, le aree agricole e la viabilità sostenbile». Sono previsti collegamenti con le altre Mayday a San Francisco, Washington, Tokyo, Osaka e quattordici città europee. «Dall’Esposizione universale – dice il Comitato No Expo – nasceranno nuovi ghetti di lusso, espellendo le fasce sociali più deboli, sgombrando rom e migranti, chiudendo gli spazi di aggregazione, socialità, di elaborazione di pensiero critico».
Il corteo accompagnato dallo slogan «Più reddito, più sicurezza», organizzato da Cgil, Cisl e Uil partirà invece in mattinata alle 9.30 con concentramento ai Bastioni di Porta Venezia per poi concludersi in piazza Duomo con una «risottata».

Torino
Il corteo, che parte da piazza Vittorio alle 10, sarà aperto dallo striscione «Basta morti sul lavoro». La Fillea-Cgil porterà uno striscione che rappresenta un muro con il nome e l’età dei 37 lavoratori morti nel torinese nel 2007 e nei primi mesi del 2008.

Sicilia
A Palermo la May Day – in collegamento con quella di Milano e di altre città europee – partirà alle 18 dal teatro Massimo. A Portella della Ginestra [Palermo] il sessantunesimo anniversario della strage è per la Cgil l’inizio di una nuova mobilitazione, dopo il periodo elettorale, all’insegna della dignità del lavoro e della lotta contro la disoccupazione. «Portella della Ginestra ci offre la possibilità di rilanciare un grande movimento sindacale di massa e di aprire con i nuovi governi regionale e nazionale un dialogo che metta al centro la vertenza-lavoro. Le prospettive lavorative che precipitano e i livelli di disoccupazione che si innalzano sono sotto gli occhi di tutti – ha dichiarato Maurizio Calà, segretario generale della Cgil di Palermo – Chiediamo dignità di lavoro anche in Sicilia, come 60 anni fa, riprendendo idealmente le battaglie dei caduti e chiedendo ai soggetti politici e istituzionali di avviare una politica di sviluppo che ridia diritti e certezze ai lavoratori e alle lavoratrici siciliane». Dopo la deposizione di una corona per i caduti al cimitero di Piana degli Albanesi, il corteo partirà alle 10 dalla Casa del popolo per raggiungere il luogo della strage. A Raffadali [Agrigento], l’appuntamento è alle 16.30 a piazza Progresso. Manifestazioni per celebrare la ricorrenza sono in programma anche a Campobello di Mazara e Valderice e Petralia.

Emilia
«Siamo noi le donne e gli uomini che sono riusciti a non soffocare in un container di un qualche tir. Siamo noi le donne e gli uomini che non sono annegati in mare. Siamo noi le donne e gli uomini che hanno scavalcato le frontiere alla ricerca di un futuro migliore» si apre così l’appello dell’associazione Città Migrante che convoca la mobilitazione del primo maggio a Reggio Emilia. La manifestazione chiederà una sanatoria generalizzata, l’abolizione della Bossi-Fini, la rottura del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, la chiusura dei cpt, casa, reddito e lavoro regolare per tutti/e. E dirà basta alla criminalizzazione dei migranti. Concentramento alle 14 nel piazzale della Stazione.
Sicurezza sul lavoro, ma anche fisco e salari: sono questi i temi al centro del 1 maggio di Cgil, Cisl e Uil a Ravenna. La città emiliana è stata scelta dai sindacati come simbolo delle stragi sul lavoro. Ravenna è infatti stata teatro, il 13 marzo ’87, di un incidente costato la vita a tredici operai della Mecnavi. I comizi dei rappresentanti delle tre confederazioni sono previsti alle 11,30 dal palco.

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