Il 30 ottobre tra capre e salmoni
Siamo sinceri: la manifestazione del 30 ottobre è una scommessa. E non sempre le scommesse si vincono. Eppure, se questa saggia considerazione aveva un senso fino a una settimana fa, e ha messo una pulce nell’orecchio a parecchi, ora, soprattutto dopo il Forum europeo di Londra, ci pare che sia del tutto fuori luogo. Non che siano tutte rose e fiori: i partiti del ritrovato centro sinistra si vogliono mettere…
Un nuovo asse contro i migranti
Abbiamo ancora davanti agli occhi le fasi conclusive delle espulsioni collettive praticate dal governo italiano ai danni di oltre 1200 migranti “non regolari” giunti nelle prime settimane di ottobre nell’isola di Lampedusa. Non si conosce la sorte di queste persone dopo il loro rimpatrio in Libia, e a nulla sono servite le critiche dell’Alto commissariato delle nazioni unite e di molte agenzie umanitarie. Intanto da Bruxelles è arrivata la condanna…
Londra val bene una mossa
Non possiamo esordire, al ritorno dal Forum sociale di Londra, facendo appello al solito, un po’ retorico ma sempre efficace" si spengono i riflettori sul terzo Forum sociale europeo" perché i riflettori non si sono mai accesi. Almeno non quelli dei media, non in Italia e perfino in Gran Bretagna solo il Guardian ha seguito poco e male l’evento che pure, per quel poco che possiamo dire come testimoni oculari,…
Pisanu non sa quello che dice
Ancora dentro il Campo di Lampedusa. 8 Ottobre 2004 Resoconto della Rete Antirazzista Siciliana. La stessa delegazione del 6 ottobre [vedi articoli dal titolo “I polsi legati” – composta dalle senatrici Chiara Acciarini e Tana De Zulueta, insieme a Barbara Grimaudo e ad Alessandra Sciurba [Laboratorio Zeta] della Rete Antirazzista Siciliana- si presenta al cancello del Cpt di Lampedusa alle 9 del mattino. L’appuntamento col signor Scalia, responsabile della Misericordia,…
I polsi legati
Pubblichiamo il resoconto completo della Rete antirazzista siciliana, sulla visita al centro di detenzione per migranti di Lampedusa. "Siamo in cinque della Rete antirazzista siciliana insieme a Lillo Miccichè, deputato regionale dei Verdi. Arriviamo alle nove del mattino a Lampedusa. Il panorama è surreale: l’isola è militarizzata. Ovunque jeep militari, polizia, carabinieri. Andiamo all’aeroporto che è adiacente al Centro di detenzione per migranti, ma prima passiamo da un bar, dove…
Il tempo del cambiamento. Intervista a Paolo Beni
L’8 e il 9 di ottobre si terrà a Roma, all’Ambra Jovinelli, il congresso straordinario dell’Arci, durante il quale verrà eletto il nuovo presidente nazionale. Un congresso che sarà segnato dalla figura e dalle idee di Tom Benettollo [l’ex presidente dell’Arci, scomparso lo scorso giugno], dalle quali prenderà il via la riflessione per pensare l’Arci di domani. “Il tempo del cambiamento è ora. Pace, diritti, democrazia”, è lo slogan del…
Un altro respingimento collettivo di migranti
Apprendiamo, questa volta ufficialmente, da una agenzia di stampa, che un aereo è pronto a “rimpatriare” cento profughi giunti nelle ultime 24 ore a Lampedusa. Non si conosce né la nazionalità dei profughi, né il paese di destinazione, ma appare molto probabile che il respingimento si configuri sulla base del “modello Albania” perseguito dal nostro governo, e dunque, in forma di espulsione collettiva ( vietata anche dalla Carta Europea dei…
Lettera al subcomandante Marcos
Carissimo “sup”, non mi sarebbe venuto in mente di scriverti, se non avessi visto, sulla Jornada [il giornale di Città del Messico], che sei tornato ad usare la parola [e noi pubblichiamo tutto, in italiano, nel nostro sito]. Il tuo lungo silenzio, un anno preciso, non è stato il primo e non sarà l’ultimo. Ne comprendiamo il senso: è un altro modo di comunicare. Però, ti confesserò, ci pesa. Non…
Simona e Simona la nuova politica
Ci sono due immagini che faticano a uscire dagli occhi. La prima: Simona Pari e Simona Torretta che fanno il girotondo in un cortile con dei bambini di Baghdad. La seconda: le due ragazze che in un’aula rimessa a nuovo fanno scuola agli scolari di Baghdad seduti compostamente nei banchi. E, in contrasto con questi simboli di pace, il sangue, la distruzione, la morte visibile nelle strade e nelle piazze…
Fini e i mezzi
Gianfranco Fini, vicepresidente del consiglio, è un fascista furbo: tanto, che a definirlo “fascista”, ormai, si fa la figura del retrogrado. Infatti, il capo di Alleanza nazionale ha imparato a “épater le bourgeois”, a spiazzare l’uditorio, anzi l’"audience": come quando propose di dare il voto agli immigrati in regola. Tutto, come al solito, si svolge nel bicchiere delle tempeste, nel sistema politico, e dire una cosa o l’altra ha scarsa…
Il lavoro delle Simone
Non sappiamo quando si concluderà [speriamo con tutto il cuore nel migliore dei modi] il sequestro delle due Simone, di Sa’ad e Mahnaz, ma quel che sappiamo per certo è che questa vicenda sta smuovendo quel che la diplomazie, e la guerra, non erano riuscite a spostare. Mai si erano viste centinaia di persone, di tutte le fedi, cristiani sciiti sunniti, e di tutte le età, organizzare un corteo nel…
Razza: umana
La moglie e i figli, il padre e i fratelli di Enzo Baldoni hanno scelto il silenzio. Non vogliono esibire il loro dolore davanti alle telecamere. Si sottraggono al gioco cinico della cosiddetta informazione. Ed è una scelta che dice molto anche su chi era la persona che i sequestratori del cosiddetto “Esercito dell’Islam” hanno assassinato. Non proprio un giornalista, perché non si considerava un osservatore neutrale, né tantomeno era…
La delocalizzazione della morte
Quando le tragedie dell’immigrazione vanno in scena nei nostri mari, quando i loro protagonisti vengono soccorsi dalla nostra guardia costiera, curati nei nostri ospedali e poi rinchiusi nei nostri centri di detenzione, allora è impossibile ignorarle. Stampa e televisione hanno riferito esaurientemente della vicenda delle 28 persone che, partite dalla costa libica, sono morte, all’inizio di agosto, nel tentativo di raggiungere le coste siciliane. Le immagini dei 72 superstiti incapaci…
Più centri di detenzione per tutti
L’offensiva del governo italiano che rilancia l’idea di centri di detenzione per richiedenti asilo fermati in Africa, strutture camuffate magari da “sportelli” che sulla carta dovrebbero agevolare la selezione delle istanze di asilo, rende bene l’idea diffusa al Ministero degli interni e nei suoi uffici periferici, secondo cui dietro ogni richiedente asilo ci sarebbe un migrante irregolare “che conosce bene le leggi” e che quindi sa come aggirarle. Sarà interessante…
Dialogo muto a Tiburtina
“Hotel Africa addio” : così scriveva la scorsa settimana il sindaco di Roma, Walter Veltroni, a proposito del trasferimento dei quasi 500 richiedenti asilo che vivevano da tre anni negli ex magazzini a ridosso della stazione Tiburtina. Un tam-tam politico e mediatico, in poche ore, aveva (quasi) monopolizzato gli organi d’l’informazione, disegnando un quadro idilliaco fatto di dialogo, concertazione, rispetto dei diritti e, addirittura, "valorizzazione delle forme di autorganizzazione degli…
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