Hanno annunciato il loro ritorno per oggi i venti rom, sostenuti dal centro sociale Bruno e da Volontari di strada, che ieri sera sono entrati a palazzo Geremia – la sede della giunta comunale di Trento – per incontrare l’amministrazione che nei giorni scorsi ha sgomberato il loro accampamento obbligandoli a trovare rifugio sotto un ponte sul fiume Adige. Il gruppo è stato ricevuti dall’assessore ai servizi sociali Violetta Plotegher. «Tra le soluzioni ipotizzate durante l’incontro c’è la disponibilità di una palestra da allestire come dormitorio per le prossime due notti, ma per una soluzione a medio termine il balbettio dell’assessore è diventato incomprensibile», hanno commentato i militanti del Bruno. Perché vengano trovate soluzioni concrete è stato annunciato, per oggi, il ritorno al palazzo del comune. «I rom che hanno dato un esempio di civiltà, accettando di prendere in mano il loro futuro, unendosi a noi volontari e agli attivisti del Bruno e cercando loro stessi delle soluzioni arrivando fin dentro la sede del comune», commenta Stefano de Toni, storico Volontario di strada. Una delle proposte allo studio del comune è l’utilizzo delle caserme militari ex Bresciani: una proposta caldeggiata dall’assemblea che ha organizzato la protesta e che oggi diventerà il punto dirimente della discussione.
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