«Non ci fa paura il pacchetto sicurezza. Il clima esasperato di questi giorni è il frutto di un’evidente strumentalizzazione. Fra poco l’ondata mediatica si sgonfierà ed emergeranno le problematiche reali, che potranno essere risolte solo con il dialogo. Il nostro primo obiettivo sarà quello d’incontrare il ministro dell’Interno Maroni, per ragionare e costruire soluzioni concrete», ha dichiarato Nazareno Guarnirei, presidente della prima federazione «Rom e Sinti insime» commentando le nuove misure contenute nel pacchetto di provvedimenti licenziato dal consiglio dei ministri di ieri. Oltre alle nuove norme sulle espulsioni, il governo introdurrà il reato di accattonaggio e la perdita della patria potestà per i genitori che ricorrono ai bambini per chiedere l’elemosina.
La federazione è nata durante un incontro programmatico che si è tenuto il 17 e 18 maggio a Mantova. Guarnirei, formatosi nell’Opera Nomadi, spiega «la sintesi dei problemi e delle difficoltà in cui vertono le comunità va fatta da una leadership preparata, nella quale devono spiccare Rom e Sinti con un certo grado di formazione; non da un nucleo di famiglie improvvisato messo insieme da un’associazione i cui vertici sono costituiti prevalentemente da italiani che, per quanto impegnati, sono di fatto estranei alle realtà della nostra minoranza.»






