Un nuovo sgombero di un campo rom, questa volta a Catania, si è verificato tra sabato e ieri. Un centinaio di cittadini europei rom di origine romena viveva da circa 2 anni in un campo improvvisato [non ci sono campi attrezzati in città] nel quartiere della Zia Lia. I bambini del campo, grazie ad un progetto di integrazione finanziato dall’Unione europea, frequentavano le scuole dell’obbligo a Catania. Lo sgombero li ha strappati alla scuola e le ha privati, insieme a tutti gli abitanti del campo, di una casa. «E’ una vera e propria operazione di pulizia etnica, dato che è stata eseguita contro persone appartenenti alla stessa etnia, che non sono accusate di nessuno specifico reato previsto dai nostri regolamenti giudiziari», scrive in un comunicato Toti Domina, candidato sindaco di Catania per la lista «Liberare Catania». Lo sgombero del campo rom arriva dopo quello dei migranti che abitavano a Plaia e in corso Martiri della libertà, come si apprende dal comunicato.
I rappresentanti della comunità rom romana hanno, invece, rivolto alla città una lettera-appello. «Non lasciateci soli», è l’eloquente titolo dell’appello. «In questi giorni sentiamo la paura che ci assedia la notte più del giorno quando rimaniamo soli nelle nostre baracche e non sappiamo se presto arriverà anche da noi un bomba incendiaria, una folla inferocita o l’ennesimo controllo della polizia».






