Indossavano tutti le magliette di Carta con la scritta ‘Clan-destino’ ben stampata sul petto. Un messaggio simbolico, ma efficace, per dire che in fondo siamo tutti uguali, nessuno escluso. Decine di rappresentanti delle istituzioni ma anche associazioni, operatori sociali e semplici cittadini, hanno partecipato questa mattina alla riunione straordinaria contro il razzismo organizzata da Arci e Antigone presso il campo nomadi di via Luigi Candoni, alla Magliana, a Roma. Hanno lanciato un messaggio diretto, chiaro e inequivocabile, stampato a chiare lettere non solo sulla maglietta, che ha riscontrato fra i presenti un gran successo, ma anche nelle parole di chi è intervenuto. “Un’autodenuncia – ha commentato la consigliera regionale Anna Pizzo, prima firmataria della nuova legge laziale sull’immigrazione – che equivale, in altra forma, all’iniziativa di oggi pomeriggio in piazza dell’Esquilino, dove l’Arci rileverà le impronte digitali a chiunque voglia protestare contro questa forma di schedatura etnica, per dimostrare che gli uomini hanno uguali diritti e pari dignità”. Di disobbedienza civile ha parlato invece l’assessore regionale al Bilancio, Luigi Nieri: "I dati del Viminale dicono che Roma è una città sicura. La sensazione, invece, è che si rischi di tornare a leggi di tipo razziale. Perché io non ho l’impronta digitale sulla mia carta d’identità e un rom deve averla? Bisogna fare disobbedienza civile e proporre un comitato per i diritti umani”. Un messaggio raccolto subito dal presidente del Municipio X, Sandro Medici il quale ha annunciato che “le forze politiche e i consiglieri di maggioranza, la giunta, la comunità di Sant’Egidio la Caritas, i centri sociali e diverse associazioni hanno deciso di organizzare picchetti per non consentire alla prefettura e alla polizia di entrare nel campo della Barbuta per i censimenti, a meno che le famiglie rom siano d’accordo”. Secondo il consigliere comunale della Sa Andrea Alzetta "c’e’ un razzismo di Stato: a Milano e a Napoli i sindaci hanno persino fatto riferimento a un articolo del codice Rocco. Per arginare chi commette reati e, così facendo, getta nel fango il resto della popolazione rom – ha continuato – le singole comunità devono autorappresentarsi e aut organizzarsi, allontanando dai campi che commette delinque”. Alzetta ha anche annunciato che in Campidoglio, durante il consiglio straordinario di oggi sulla sicurezza, saranno presenti per protestare i movimenti di lotta per la casa e i componenti dei centri sociali. E sempre durante la seduta consiliare odierna, la consigliera Gemma Azuni, anche lei in visita a via Candoni, chiederà ad Alemanno “di non investire sulle pistole ai vigili ma sui servizi sociali per le comunità rom e per il loro inserimento lavorativo. Se necessario ci appelleremo al prefetto, sappiamo che è una persona saggia: campi di concentramento non ci devono essere”.
Nel campo rom della Magliana, costruito nel 2000, vivono oggi 600 rom, la metà sono minori. Eppure, “nonostante il 98 per cento dei bambini vada a scuola e il 70 per cento degli adulti ha un lavoro, è proprio da via Candoni che qualcuno vuole iniziare il censimento” racconta Ion, il portavoce della comunità, che nel suo intervento non risparmia accostamenti tra il regime dittatoriale di Ceausescu sotto cui ha vissuto per 24 anni e i provvedimenti sulla sicurezza che sono al vaglio del governo Berlusconi. “Siamo pronti a bloccare l’accesso ai campi – ha detto – Non permetterò a nessuno di schedare i miei figli”.
Di mescolanza, dialogo e rispetto ha parlato anche il presidente del Municipio XV, Gianni Paris “In questo campo, da anni, si sperimenta un modello che ha cominciato a portare frutti importanti di integrazione. Oggi i bambini del campo vanno a scuola, le famiglie pagano regolarmente i loro consumi di acqua, luce e gas, e fenomeni di illegalità sono riconosciuti dalla stessa comunità rom come negativi e pregiudicanti. Domenica prossima il parco che ospita il Municipio, a Villa Bonelli, dal mattino si aprirà ai circa 200 bambini rom, che vivono sul territorio, per una giornata di gioco e solidarietà. Le istituzioni devono far sentire forte la propria voce non per alimentare la paura del diverso, ma per ribadire che con il rispetto delle regole di convivenza si può arrivare a una integrazione e si possono evitare pericolosi fenomeni di emarginazione che alimentano la criminalità”. Così, nella piazza centrale del campo rom, animata dagli applausi divertiti dei bambini, l’incontro con la comunità di via Candoni è proseguito per tutta la mattinata. Sotto un sole cocente e di fronte a un pubblico partecipe, si sono susseguiti, oltre a quelli già citati, gli interventi dell’assessora regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi, del presidente del Municipio X Andrea Catarci, dei consiglieri regionali del Pd Augusto Battaglia e Giovanni Carapella, dell’assessora regionale alla Cultura Giulia Rodano, del presidente dell’Arci Sergio Giovagnoli e del presidente di Antigone Patrizio Gonnella. Un coro di voci per dire che “oggi è solo l’inizio, ci stiamo organizzando. E siamo tutti clan-destini”.






