Girando per cortei, assemblee o a presentare libri il ritornello che più si ascolta è: «basta partiti e politica con la maiuscola». Prima ancora di discutere se sia un passo avanti o no bisogna registrare che il sussurrio è diventato urlo, un gigantesco coro. Se poi si viene tirati in ballo come giornalisti la richiesta dominante è «basta con le notizie cattive, dateci quelle buone». Non è per tirar acqua al proprio mulino ma noi di Carta possiamo a buon diritto replicare che su questi due «basta» siamo da tempo impegnati: su sito, settimanale, mensile e dintorni ci occupiamo più della società che di Palazzi e palazzotti raccontando assai spesso quel che si muove dal basso, senza clamore; buone pratiche [a volte vincenti] comprese.
Ecco allora un piccolo episodio personale ma che mi pare un po’ simbolico. Due giorni fa sentivo lagnare alcune persone sulla mancanza di luoghi «per studiare» e sull’assenza di «iniziative solidali vere con l’Africa». A due passi dal capannello un immigrato vendeva «Come solidarietà» e una ragazza distribuiva depliant di «Valsamoggia contro la guerra». Se chi si lamentava – abbastanza a ragione per carità – avesse allungato l’occhio fin lì senza fatica avrebbe trovato due piccole risposte.
Come sa chi abita nelle grandi città, «Come solidarietà» è un quindicinale [www.solidarietcome.it] «di strada» ovvero una rivista che cerca un diverso sguardo sulla società e insieme privilegia la vendita fuori da edicole o librerie: un’ampia rete di diffusori, quasi tutti immigrati, ne ricava un reddito. La qualità di «Come» è alta, come quella dei suoi cuginetti [i più consolidati sono Terre di mezzo, Piazza grande a Bologna, Fuori binario a Firenze]. La cooperativa dietro la rivista è collegata alle Edizioni dell’arco ovvero a libri insoliti come l’ormai classico Im-barazzismi o il recente Magia nera a Kinshasa: testi importanti scritti da migranti e distribuiti da altri immigrati. Dopo questo veloce identikit, ecco perché il numero 267 può essere la risposta concreta al lamento di chi non vede in giro iniziative di vera solidarietà con l’Africa. «Un viaggio lungo 6500 chilometri … per consegnare un pullman per il trasporto scolastico» così la rivista presenta il servizio di Marcello Lorrai con 14 pagine di splendide foto. Invece della lussuosa, aggressiva e pericolosa «Parigi-Dakar» ecco la amicale, dolce, curiosa e utile – ma anche piena di imprevisti–«Milano-Dakar». Il resto leggetelo da voi. E «chissà non avvii una tradizione». Poi tutto si può discutere – compreso l’uso degli sponsor – ma ecco comunque un’iniziativa che parte dal basso con protagonisti che da una parte e dall’altra dell’oceano hanno nomi e cognomi invece che etichette e lustrini.
Poco oltre il diffusore di «Come» una fanciulla pubblicizzava quel giorno i seminari residenziali di «Valsamoggia contro la guerra» che si svolgono presso La Lodola a Savigno, fra Bologna e Modena. «Nello spirito degli appuntamenti estivi», che da tre anni si chiamano “Terra e libertà” e richiamano un bel po’ di persone, nascono ora percorsi formativi. C’è di tutto: blues e scrittura creativa, la poesia del ‘900 e la medicina cinese, balli popolari e nonviolenza, il «piacere della grammatica» e uno sguardo alla società mapuche, la sobrietà e il canto ma «il comune denominatore è proporre strumenti e non ricette, non conoscenze statiche ma un sapere che diventa essere e fare con il gruppo che elabora, trasforma, arricchisce». L’elenco completo dei corsi è su www.lalodola.it oppure su www.bandieragialla.it, storico sito bolognese, o si può chiedere a info@casalalodola.it e/o ai numeri 0651 6700203 e 051 6706372.
Abituati agli sponsor occulti e ai clientelismi palesi, forse qualcuno che legge queste righe pensa che anche Carta giochi a pubblicizzare solo i suoi amici. Per una volta sbagliando. Chi ha scritto questo articolo non ha mai visto in faccia Marcello Lorrai e faticherebbe a trovare Savigno. Certo noi a Carta conosciamo bene «Come» e ancor meglio Monica Lanfranco che siamo felici di ritrovare a tenere [il 12 e 13 maggio] un per-corso sulla «Gestione nonviolenta dei conflitti». Ma siamo fuori da logiche di parrocchia o partitino. Disponibili invece – certo con i nostri limiti e con le scarse forze che abbiamo – a scoprire che di iniziative solidali o di intelligenti occasioni formative ce ne sono tante: come del resto di lotte, di piccole No-Tav e No-Dal Molin che i media oscurano. E dunque andate, se potete alla Lodola, leggete «Come» e naturalmente sostenete anche Carta. Siamo qui per provare a rendere visibili le non-notizie. A volte quel che si muove è proprio a due passi dallo stagno nel quale ci si rassegna a vivere. Bisogna annusare e incuriosirsi. Soprattutto non farsi distrarre da «La repubblica», dai tg o altri conta-balle e perdi-tempo.






