Giovedì 11 ottobre il Parlamento europeo ha votato una risoluzione in cui si chiede al governo israeliano di porre fine all’embargo alla Striscia di Gaza e di adempiere agli obblighi internazionali sottoscritti con la Convenzione di Ginevra per garantire l’accesso agli aiuti umanitari, all’assistenza e ai servizi essenziali come elettricità e carburante.
C’è poi la questione dell’occupazione militare in Cisgiordania, dove, come ha detto Luisa Morgantini, vicepresidente del Parlamento europeo, «l’appropriazione della terra palestinese continua senza essere condannata». Morgantini ha poi condannato la scelta del governo israeliano «di espropriare 272 acri di terra a quattro villaggi arabi per costruire una nuova strada palestinese che collegherebbe Gerusalemme est a Gerico. Tale decisione libererebbe l’area E1, tra Gerusalemme e Ma’aleh Adunim, consentendo la costruzione di un nuovo insediamento israeliano composto da 3.500 appartamenti e un parco industriale, costruzione interrotta da una protesta internazionale nel 2004 che metteva in evidenza il rischio di tagliare in due la Cisgiordania, separando Gerusalemme est dal resto della West Bank. Questa politica illegale e unilaterale portata avanti dalle autorità israeliane deve immediatamente finire».






