Il segretario di stato statunitense Condoleezza Rice ha annunciato mercoledì nuove misure per «aumentare il controllo» sulle compagnie militari private impiegate in Iraq. È la prima conseguenza della mobilitazione seguita al «Blackwatergate», dopo il massacro di 17 civili iracheni avvenuto a Baghdad il 16 settembre per opera dei «dipendenti» della Blackwater.
Tra le misure annunciate c’è una «revisione» delle regole d’ingaggio dei contractors, che saranno adeguate a quelle del Pentagono. I contractors, infatti, non rispondono al ministero della difesa, ma nella maggior parte dei casi, al Dipartimento di stato. Rice ha riferito in conferenza stampa che ci sarà un miglior coordinamento con l’esercito regolare e che saranno costituiti degli appositi «boards» per investigare su eventuali nuovi «incidenti» causati dai contractors. Gli uomini delle Pmc, inoltre, avranno un addestramento specifico ulteriore per aumentarne «la consapevolezza culturale». Sono misure tardive e insufficienti che tuttavia introducono un minimo di regolamentazione nel vuoto legislativo riempito dai nuovi mercenari.






