Walter Veltroni dice di essere per la pace, di certo è anche per lo sfratto della casa della pace di Roma. Il Comune di Roma, senza alcun coinvolgimento delle sessanta associazioni che frequentano la casa della pace di via Trastevere 66, in attesa di un nuovo spazio che l’amministrazione promette da molti anni, è stata infatti venduta lo scorso luglio. Qualche giorno fa, alcuni legali dello studio Martella, che agiscono in nome del nuovo proprietario, hanno ha minacciato telefonicamente quelli della casa della pace, dicendo di essere pronti a procedere allo sfratto esecutivo con le forze dell’ordine. L’uso dell’immobile era stato consentito quattro anni fa direttamente dal Comune al Tavolo Pace, per farne la sede provvisoria della Casa della Pace. Il Tavolo Pace, per altro, fa parte del Coordinamento per la cooperazione decentrata del Comune, che quindi coinvolge lo stesso sindaco attraverso suoi rappresentanti, i consiglieri Paolo Masini e di Matteo Rebesani. In una lettera inviata ai due consiglieri si legge: «Come Tavolo Pace diventato nel frattempo abusivo, aspettiamo da mesi una convocazione da parte del Comune di Roma e di chi ha condotto in modo così scorretto la vicenda della sede della Casa della Pace, nonostante l’impegno preso dal sindaco e da tutta la giunta con nota di giunta di un anno fa. Chi potrà risponderci del perchè il Tavolo Pace non è stato informato della vendita e del perchè risulta agli atti che la sede di viale Trastevere risulta occupata abusivamente?». Il Tavolo pace promuove una riunione straordinaria martedì 6 novembre [ore 18,30] aperta a tutti i cittadini interessati.






