Un presidio colorato e musicale: al ritmo dei jambè senegalesi* gli Stati generali della solidarietà e della cooperazione internazionale si sono presentati il 30 ottobre al mondo della politica, durante il presidio svolto a Montecitorio. Simbolicamente, gli esponenti associativi avrebbero voluto abbracciare il parlamento, ma i permessi per azioni di avvicinamento al Palazzo sono vietati anche quando le uniche «armi» sono palloncini e striscioni colorati. Eppure le associazioni presenti, tra cui Arci, Amref, Action Aid, La Gabbanella, Wwf, Sbilanciamoci e altre, propongono poltiche di pace, piuttosto che continuare ad aumentare le spese militari e quindi le guerre nel mondo.
Un presidio che però ha subito scatenato l’approvazione dei parlamentari già attenti ai temi degli Stati generali: la posta in gioco è, oltre all’aumento dei fondi alla cooperazione internazionale già previsto nella Legge Finanziaria, la nuova legge sulla cooperazione. Il rischio che si sta correndo, come già nel 2001, è che la nuova proposta legislativa venga insabbiata: sulla cooperazione internazionale corrono tanti appetiti, compresi quelli delle aziende delle armi, che investono risorse anche in settori naturalmente distanti dai loro interessi. Se Patrizia Sentinelli, Vice Ministra agli Esteri con delega alla cooperazione internazionale, chiede nella nuova legge la separazione tra interventi civili e militari, forse non tutto l’arco parlamentare sarà d’accordo sulla creazione dell’Agenzia specifica, che si occuperà dei fondi della cooperazione e quindi degli eventuali contributi poco etici, cioè derivanti dalla vendita di armi, traffici di materiali preziosi di vario genere [petrolio, diamanti ed oro, legnami pregiati, ecc.].
Gli Stati generali della solidarietà e della cooperazione internazionale rilanciano così le loro proposte al mondo della politica: il 2 novembre 2007, presso la Città dell’Altraeconomia di Roma, si svolge l’Assemblea plenaria «Quale partneriato per una qualità della cooperazione?». I sei gruppi di lavoro degli Stati generali [Pace, disarmo e prevenzione dei conflitti; diritti: beni comuni, salute, educazione, migrazioni; Attori e strumenti; Politiche di genere; Coerenza delle politiche: modelli di sviluppo, politiche economiche, sociali e ambientali; Reti territoriali e relazioni comunitarie] si confronteranno tra di loro e con le reti internazionali presenti per l’occasione: parteciperanno anche Miriam Sissoko di Roppa [la Reti di contadini dell’Africa occidentale alla quale aderiscono 40 milioni di agricoltori], Paulina Chiziane, scrittrice mozambicana, molto attiva sulle tematiche di genere, e Rosa Jijon, artista migrante dell’Ecuador impegnata sul tema del debito dei paesi impoveriti.
Oltre al rinnovamento della cooperazione italiana, gli Stati generali discuteranno di Epa, della Sace, di debito, dei servizi civili di pace. Dall’Assemblea uscirà anche l’intervento che Raffaella Chiodo, coordinatrice degli Stati generali, leggerà al Forum della Cooperazione promosso il giorno dopo, 3 novembre, dal ministero degli Esteri. Oltre alla Vice Ministra Sentinelli, al Forum sarà presente il ministro Massimo D’Alema. Chissà se le tante voci della cooperazione non governativa saranno, almeno per una volta, ascoltate.
* Nella foto di Nilde Guiducci, uno dei migranti senegalesi presenti alla «festa» degli Stati generali del 30 ottobre a Montecitorio
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