La cooperazione internazionale è la politica estera della società civile, cioè agita dalle persone in carne e ossa, una valida alternativa a politiche estere minacciose: questo il messaggio dell’assemblea plenaria degli Stati generali della solidarietà e cooperazione, rete formata da più di 150 associazioni, ong, enti e istituti pubblici e privati. Davanti a una platea numerosa e partecipata, il 2 novembre, si è discusso insieme a ospiti internazionali di Epa, Sace, migrazioni, debito estero, la proposta della nuova legge delega sulla cooperazione. L’assemblea ha pubblicamente respinto anche i richiami alla «sicurezza» di questi giorni: il gruppo Politiche di genere per primo ha respinto la necessità del pacchetto sicurezza, ricordando che la vera tutela delle donne parte innanzitutto da casa propria, dal momento che tutti i dati indicano che botte e violenze, oltre che omicidi e tentati omicidi contro le donne sono perlopiù compiuti da uomini conosciuti dalle stesse vittime, e non dalla repressione strumentale dei migranti. Gli aderenti a Sg, inoltre, hanno partecipato il 3 novembre al Forum sulla cooperazione promosso dal ministero degli esteri: «Una buona occasione–ha detto Giulio Marcon, della campagna Sbilanciamoci e di Sg–, «per ricordare come i governi continuano a dimenticarsi di rispettare accordi come l’aumento dei fondi della cooperazione, mentre non si dimenticano mai di aumentare le spese alle armi». Nel sito www.statigeneralisc.it trovate l’appello per una nuova cooperazione per cui si stanno raccogliendo firme da presentare al governo entro la fine dell’anno.






