Nella settimana che avrebbe dovuto introdurre i nuovi colloqui di «pace» nati dalla conferenza di Annapolis, i caccia e gli elicotteri d’attacco israeliani hanno colpito duramente nella Striscia di Gaza. In un nuovo raid, martedì mattina, sono stati uccisi tre palestinesi, indicati, da fonti ufficiali palestinesi, come presunti membri dell’ala militare di Hamas. Il raid è avvenuto sulla cittadina costiera di Deir al Balah. Il totale degli uccisi nell’ultima settimana arriva così a 20 e continuerà a salire nei prossimi giorni dato che le forze armate israeliane hanno ricevuto l’ordine di ampliare gli attacchi contro Hamas nella Striscia.
Non solo: nonostante le proteste internazionali, venerdì le autorità israeliane hanno deciso di limitare le forniture di carburante alla Striscia e così i generatori elettrici dei principali ospedali cominciano ad essere in difficoltà. E’ l’ultimo allarme lanciato dall’amministrazione palestinese a Gaza che grida al «disastro umanitario». Secondo Muawiya Hassanein, direttore dei servizi di emergenza al ministero palestinese della Salute, la mancanza di energia elettrica provocherà a breve anche la distruzione di vaccini e forniture alimentari per una valore di milioni di dollari. I principali ospedali della Striscia, fra cui quello di Ash-Shifa a Gaza, lo European hospital di Rafah e il Nasser hospital di Khan Younis, sono già a corto di carburante.






