Sulle ali della guerra. Cresce l'Alenia a Foggia

Si inaugura oggi negli stabilimenti Alenia di Foggia la nuova linea produttiva per le ali dell’ F35, il cacciabombardiere di fabbricazione Usa, noto anche come Jsf [Joint strike fighter]. Lo stabilimento Borgo Incoronata, con la produzione dei Jsf, dovrebbe incrementare il numero di addetti che oggi è di novecento unità, fanno fatto sapere i militari responsabili del progetto. Il programma prevede l’entrata in servizio del primo aereo nel 2013, e una produzione totale di circa 3000 macchine destinate aI nove paesi coinvolti [Usa, Regno unito, Olanda, Canada, Australia, Norvegia, Danimarca, Turchia e ovviamente Italia, cui è destinato un lotto di ben 130 velivoli].
Il progetto bellico complessivo per la realizzazione degli F35, presentato nei mesi scorsi, prevede un contratto di 250 miliardi di dollari. Il governo Prodi ha scelto di diventare il terzo partner principale dopo Usa e Regno unito. Capo-commessa del progetto è la società statunitense Lockheed Martin, venti le aziende italiane coinvolte, capitanate da Finmeccanica.
I veivoli destinati all’Italia verranno assemblati a Cameri [Novara], dove la mobilitazione dei pacifisti ha sollevato le proteste anche di un’ampia parte del mondo cattolico: contro il progetto degli F35 si sono pronunciati più volte anche il vescovo di Alessandria, Fernando Charrier e l’arcivescovo di Pescara e presidente di Pax Christi Tommaso Valentinetti. Secondo la Rete Italiana per il Disarmo, una rete di una trentina di associazioni che riunisce realtà del mondo cattolico, laici e sindacati dei metalmeccanici [come Fim-Cisl e Fiom], la spesa complessiva per il nostro paese è di 20 miliardi di euro.

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