E’ arrivato il rapporto 2008 di Human rights watch, l’osservatorio Onu sui diritti umani. Nel mirino, gli «autocrati che si atteggiano a democratici» e i leader politici occidentali che stanno al gioco. Dal Pakistan, alla Nigeria, alla Russia, fino alla Thailandia. Secondo Kenneth Roth, il direttore dell’organizzazione, «Washington e i governi europei accettano sempre le elezioni più dubbiose quando il vincitore è un alleato strategico o commerciale». Hrw sottolinea anche gli abusi commessi dalle cosiddette democrazie occidentali nella «guerra contro il terrorismo». Il blocco della Striscia di Gaza attuato da Israele, è «una punizione collettiva che viola il diritto internazionale», secondo il rapporto che dedica anche un capitolo alla Birmania. La giunta militare deve rispondere non solo dei crimini commessi durante le proteste, ma anche degli arresti indiscriminati di oltre mille oppositori politici che da anni sono rinchiusi nelle prigioni birmane. L’organizzazione accusa poi il governo del Sudan di essere il «principale responsabile» della crisi in Darfur dove 2,4 milioni di persone sono state spostate e altre 4 milioni sopravivono solo grazie agli aiuti umanitari. All’ultimo posto, la Cina. Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi si sono aggravati gli abusi nei confronti dei lavoratori migranti e dei dissidenti.
L’Italia non è risparmiata dalle critiche. Le renditions, in particolare il caso Abu Omar, e le espulsioni dei cittadini rumeni vengono bollate come contrarie ai diritti umani.






