Inizia il cammino per un trattato sul commercio di armi

Sono cominciati questa settimana i colloqui alle Nazioni unite per la stesura del Trattato internazionale sui trasferimenti di armi: «È un momento storico del cammino verso il controllo delle armi convenzionali» dicono i sostenitori della campagna Control Arms, promossa da centinaia di ong in tutto il mondo dal 2003, per ottenere un accordo che proibisca i trasferimenti di armi che alimentano conflitti, povertà, guerre e violazioni dei diritti umani. L’80 per cento degli Stati appoggiano questi obiettivi, qualche governo resta scettico, con la scusa che il Trattato impedirebbe i trasferimenti «responsabili» di armi per gli scopi di difesa.
«Siamo soddisfatti del cammino fatto–dice Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana Disarmo–e di come tutte le nostre organizzazioni si sono impegnate per questa campagna globale». La prima fase della campagna, caratterizzata dalla raccolta di volti per la «fotopetizione», ha visto l’adesione in Italia di oltre 40.000 persone che hanno «messo la faccia» contro le armi. Ogni giorno nel mondo più di mille persone muore a causa della violenza armata e molte altre migliaia vedono la propria vita distrutta.

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